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Super Omega 3 - 500 mg
Super Omega 3 - 500 mg Super Omega 3 - 500 mg
Super Omega 3 - 500 mg
Cuore e circolazione sanguigna Recensioni dei clienti
25.00 €(27.49 US$) in magazzino
Descrizione
Concentrato naturale di omega 3 (EPA e DHA)
  • Certificato da Friend of the Sea® (derivato da pesca sostenibile).
  • Contribuisce alla salute ottimale del sistema cardiovascolare.
  • Aiuta a ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue e la pressione sanguigna.
  • Contribuisce al buon funzionamento del cervello (funzione cognitiva) e del cuore.
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Super Omega 3 - 500 mg

Super Omega 3 - 500 mg

Super Oméga 3 è stato formulato per offrire un apporto ottimale di acidi grassi omega 3 di origine marina. Questi lipidi naturali hanno degli effetti scientificamente dimostrati sulla composizione delle membrane cellulari e su molti processi biochimici e fisiologici: la regolazione della pressione arteriosa, le reazioni antinfiammatorie, l'aggregazione piastrinica, la secrezione di neurotrasmettitori coinvolti nell'umore, nell'attività neuronale...

A chi si rivolge Super Oméga 3?

Super Oméga 3 si rivolge a tutte le categorie di popolazione.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità e tutti i paesi occidentali raccomandano un apporto ottimale di 500 mg al giorno d’EPA+DHA per il mantenimento di una salute ottimale (1), in particolare per supportare lo sviluppo e il funzionamento del cervello.

Tuttavia, numerosi studi hanno mostrato che questi apporti sono difficili da raggiungere nelle popolazioni americane ed europee (gli apporti sono da 2 a 8 volte inferiori agli apporti giornalieri raccomandati).

Queste raccomandazioni sono valide per le persone in buona salute, ma tutto indica che alcune categorie di popolazione hanno dei fabbisogni ancora più elevati (fino a 1.000 mg/giorno (2)):

  • le persone con più di 50 anni (per proteggersi dal declino cognitivo);
  • le persone che soffrono di infiammazione cronica;
  • le persone che hanno un girovita ampio (eccesso di grassi);
  • le persone affette da ipertensione, ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia o iperglicemia;
  • le persone affaticate o depresse;
  • le persone a rischio di disturbi cardiovascolari

Perché assumere degli omega 3 di origine marina?

In teoria, il nostro organismo è in grado di produrre EPA e DHA da acidi grassi omega 3 di origine vegetale, ma questi apporti sono diminuiti significativamente nel corso dei decenni, a causa dell'agricoltura moderna e del nostro cambiamento di alimentazione (3).

Inoltre, la percentuale di successo di questa trasformazione è diventata minima a causa del nostro consumo di omega 6 totalmente inappropriato (4). Gli omega 6 sono degli acidi grassi molto meno benefici per l'organismo, che si trovano assolutamente ovunque negli alimenti industriali moderni e e che mobilitano tutti gli enzimi (elongasi e desaturasi) indispensabili per la conversione degli omega 3 vegetali in DHA e in EPA.

Una persona che decidesse di aumentare gli apporti di acidi grassi omega 3 di origine vegetale non riscontrerebbe alcuna differenza se non riducesse, allo stesso tempo e in modo significativo, gli apporti di omega 6. Quindi, dovremmo consumare la stessa quantità di omega 3 di origine vegetale che di omega 6. La realtà è comunque ben lontana da questo traguardo poiché consumiamo da 15 a 50 volte più omega 6 che omega 3 di origine vegetale.

In eccesso, gli omega 6 sostituiscono gli omega 3 e investono le membrane cellulari al loro posto, portando alla formazione di miliardi di molecole proinfiammatorie (5-6) sospettate di svolgere un ruolo chiave nello sviluppo e nell'esacerbazione delle malattie croniche.

Questa osservazione sorprendente potrebbe essere corretta dal consumo quotidiano di pesci grassi ricchi di EPA e DHA. Sfortunatamente, la loro contaminazione con agenti inquinanti e la loro scarsa accessibilità non consentono di prevedere un tale consumo giornaliero… I nostri apporti reali di omega 3 di origine marina, di EPA e DHA, sono ben lontani dagli apporti minimi raccomandati, e ancora più lontano dagli apporti ottimali.

Un'integrazione con EPA e DHA è la soluzione più semplice e più efficace per ritrovare delle membrane sane il più rapidamente possibile.

Quali sono i benefici dimostrati dell'EPA e del DHA?

L'EPA e il DHA sono delle molecole che si insinuano negli strati di grasso che delimitano le cellule del nostro corpo, le cosiddette membrane cellulari. È da questo spazio strategico che agiscono su alcune funzioni molto diverse dell'organismo.

Un'azione certa contro l'infiammazione cronica e i disturbi metabolici.

L'integrazione dell'EPA e del DHA nelle membrane cellulari fornisce una maggiore fluidità e una permeabilità ottimale. Si tratta di un fattore molto importante, perché una membrana a bassa fluidità riduce lo scambio di membrane e favorisce uno stato di infiammazione cronica.

Inoltre, in caso di infiammazione sistemica, l'organismo può attingere in questa riserva di omega 3 e trasformarle in molecole antinfiammatorie. Avviene il contrario con gli omega 6, poiché questi ultimi si trasformano in composti proinfiammatori favorevoli allo sviluppo di disfunzioni metaboliche come l'insulino-resistenza e la sindrome metabolica.

Una riduzione del rischio di disturbi cardiovascolari

Negli ultimi anni, 12 studi hanno evidenziato l'interesse di un'integrazione con omega 3 nella prevenzione della sindrome coronarica e di altri disturbi cardiovascolari (7).

Questi effetti possono essere spiegati da diversi meccanismi. L'integrazione con omega 3 contribuisce innanzitutto a una diminuzione della concentrazione di omega 6 nelle membrane e, con un effetto domino, a una riduzione della loro trasformazione in derivati proinfiammatori (8). Agisce anche sulla placca ateromatosa che causa dei disturbi cardiovascolari: gli omega 3 aiutano a ridurre la pressione sanguigna e la trigliceridemia (9), il cui livello elevato è un fattore di rischio riconosciuto, diminuendo la produzione epatica di trigliceridi e aumentando la loro purificazione attraverso i trasportatori di colesterolo LDL. Inoltre stabilizzano la placca ateromatosa diminuendo la produzione di citochine infiammatorie e impedendo l'adesione dei monociti alla parete vascolare (10-11). Infine, gli omega 3 sono anche regolatori di un grande numero di geni, specialmente quelli che coinvolgono il metabolismo lipidico.

Un'ottimizzazione della funzione cognitiva

Diversi studi, tra cui uno molto famoso pubblicato nel 2002, mostrano che l' integrazione con EPA per diverse settimane porta ad una forte diminuzione dei disturbi depressivi in buona parte delle persone affetta da depressione maggiore (12-13).

Inoltre, la depressione post-partum potrebbe essere causata da una diminuzione dei livelli di EPA e di DHA nelle cellule della donna incinta, con conseguenti riserve molto ridotte alla fine della gravidanza (14). I ricercatori hanno scoperto che occorreva circa un anno per ricostituire le riserve iniziali necessarie per il corretto funzionamento dei sistemi serotoninergici e colinergici (il DHA rappresenta, in circostanze normali, dal 10 al 20% della composizione di acidi grassi del cervello (15)). Dei bassi livelli di DHA nelle membrane cellulari del cervello non causano solo la depressione. Provocano anche delle carenze di dopamina nelle aree corticali, il che parteciperebbe al declino cognitivo e nuocerebbe alla crescita e allo sviluppo del sistema nervoso.

Integrato alla membrana, il DHA consente una migliore flessibilità di quest'ultima, influenzando le velocità di trasduzione e neurotrasmissione. Svolge anche un'azione sullo sviluppo delle estensioni neuronali, della costituzione delle sinapsi, della plasticità neuronale, della maturazione dei neuroni poi della loro migrazione verso le zone bersaglio, svolgendo un ruolo significativo nelle abilità motorie, sensoriali e cognitive (16). Carlson e il suo team hanno quindi mostrato l'influenza positiva di un'alimentazione ricca di omega 3 sulle capacità di apprendimento.

Una protezione della funzione visiva

Il DHA rappresenta più del 30% degli acidi grassi totali della retina (17). È uno dei componenti più importanti che compongono le membrane dei segmenti esterni dei fotorecettori (18). Tuttavia, il costante rinnovamento di questi componenti cellulari richiede un apporto regolare ed elevato di DHA o dei suoi precursori. Il DHA favorisce anche una fase fondamentale del meccanismo di fototrasduzione (19), il che consente la conversione dell'energia luminosa in messaggio nervoso (20). Non è quindi sorprendente scoprire che le carenze di DHA sono correlate a diverse disfunzioni del sistema visivo come l'AMD (21-23).

Cosa rende Super Oméga 3 davvero eccezionale?


1) È un integratore 100% naturale di biodisponibilità ottimale

Come tutti i nostri integratori di omega 3 (Super EPA e Super DHA), Super Oméga 3 contiene gli acidi grassi EPA e DHA nella loro forma naturale (trigliceridi). Si tratta di una forma più costosa rispetto al suo equivalente sintetico (esteri etilici), ma gli studi rivelano che sarebbe più facile da digerire (nessun rilascio di etanolo) e due volte più biodisponibile.

Inoltre, a differenza di molti laboratori, abbiamo scelto di sviluppare il nostro prodotto a partire da olio di pesci selvatici. Diversi studi mostrano infatti che i pesci d'allevamento contengono meno omega 3 e più omega 6 (24). Questa anomalia è spiegata dall'inadeguatezza del cibo di coltura: i pesci selvatici si nutrono di piccoli pesci, di crostacei e microalghe molto ricchi di omega 3, mentre i pesci d'allevamento sono spesso nutriti con cereali e oli vegetali ricchi di omega 6. Sono anche allevati in condizioni precarie di salute, spesso disumane e l'uso di antibiotici e antifungini è molto frequente.

2) La sua produzione è rispettosa dell'ambiente

Al fine di garantire un' ottima qualità, il prodotto Super Oméga 3 è composto da un olio di pesce di prima scelta, proveniente da zone di pesca prive di ogni contaminazione industriale. Pescate al largo delle coste peruviane e cilene, le specie ittiche (sardine, sgombri e acciughe) sono scelte per il loro contenuto naturalmente elevato di acidi grassi omega 3. Gli oli così prodotti sono certificati Friend of the Sea®, cioè provengono dalla pesca sostenibile, rispettando rigorosi criteri di conformità e la cui gestione delle quote di pesca è assicurata. I piccoli pesci grassi sono privilegiati, perché i più grandi hanno una lunga vita e accumulano gli scarti: mercurio, diossine e pesticidi.

3) Presenta un profilo di massima sicurezza

Per garantire l'assenza totale di contaminanti (PCB, metalli pesanti, diossine), SuperSmart utilizza una tecnologia di purificazione brevettata. Quindi usiamo un processo naturale denominato idrolisi enzimatica che permette di ottenere la concentrazione più elevata di EPA e DHA in un olio puro al 100%.

Inoltre, visto che gli acidi grassi omega 3 sono dei composti molto sensibili all'ossidazione, aggiungiamo degli ingredienti naturali per massimizzare la conservazione. Infatti, quando sono ossidati, gli omega 3 si trasformano in acidi grassi trans e perdono ogni interesse benefico per l'organismo. Quindi è indispensabile proteggerli con antiossidanti in modo che mantengano i loro benefici nel tempo. Ecco perché SuperSmart ha scelto di aggiungere dei tocoferoli (vitamina E) a questa formula eccezionale. È anche per questo motivo che ti consigliamo di conservare il barattolo in un luogo asciutto, fresco e al riparo dalla luce.

Cosa succede agli omega 3 dopo essere stati ingeriti?

Dopo l'ingestione e l'assorbimento, l'EPA e il DHA vengono integrati nelle membrane cellulari con i fosfolipidi. Questa integrazione è un processo lento : è quindi necessario assumere Super Oméga 3 quotidianamente per diverse settimane, o anche diversi mesi, per apprezzarne appieno i benefici.

Al termine dell'integrazione, gli apporti di omega 3 si riflettono nella composizione dei fosfolipidi di membrana. Lo studio NAT-2 ha mostrato che il consumo di omega 3 induceva un aumento significativo dei livelli di membrana di omega 3 (che potevano raggiungere il 70%). Per raggiungere questo obiettivo, è consigliabile ridurre gli apporti di omega 6 per tutta la durata dell'integrazione.

Siamo sicuri che l'EPA e il DHA raggiungano il cervello?

Sì. Questi due composti passano effettivamente attraverso la barriera emato-encefalica utilizzando proteine di trasporto specifiche per acidi grassi polinsaturi a catena lunga. Diversi studi condotti sull'uomo hanno mostrato indubbiamente che l'assunzione per via orale di omega 3 portava al loro accumulo nei tessuti del sistema nervoso centrale (25-26).

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Nota : questo prodotto non deve sostituire una dieta diversificata ed equilibrata e uno stile di vita sano. Seguire le istruzioni per l'uso, la dose giornaliera consigliata e la data di scadenza. Non raccomandato per le donne incinte o in allattamento e per i bambini al di sotto dei 15 anni. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Conservare in un luogo fresco e asciutto.

Bibliografia

  1. Food and Nutrition Board (FNB), Institute of Medicine (IOM). Dietary reference intakes for Energy, Carbohydrates, Fiber, Fats, Protein and Amino Acids (Macronutrients), The National Academies Press, 2005, Executive summary, page 11.
  2. ANSES, « Actualisation des apports nutritionnels conseillés pour les acides gras », mai 2011.
  3. P. Simopoulos, « Omega-6/omega-3 essantial fatty acid ratio and chronic diseases », Food Rev. Int., vol. 20, no 1, p. 77 90, 2004.
  4. P. Simopoulos, « The omega-6/omega-3 fatty acid ratio : health implications », Ol. Corps Gras Lipides, vol. 17, no 5, p. 267 275, 2010.
  5. U. Gogus et C. Smith, « n-3 Omega fatty acids : a review of current knowledge », Int. J. Food Sci. Technol., vol. 45, p. 417 436, 2010.
  6. K. S. Broughton, C. S. Johnson, B. K. Pace, M. Liebman, et K. M. Kleppinger, « Reduced asthma symptoms with n-3 fatty acid ingestion are related to 5-series leukotriene production », Am. J. Clin. Nutr., vol. 65, p. 1011 1017, 1997.
  7. J. L. Breslow, « n-3 Fatty acids and cardiovascular disease », Am. J. Clin. Nutr., vol. 83, p. 1477 1482, 2006
  8. P. Simopoulos, « Evolutionary aspects of diet, the omega-6/omega-3 ratio and genetic variation : nutritional implications for chronic diseases », Biomed. Pharmacother., vol. 60, p. 502 507, 2006.
  9. W. S. Harris, « n-3 Fatty acids and serum lipoproteins : animal studies », Am. J. Clin. Nutr., vol. 65, p. 1611 1616, 1997
  10. L. Monnier et C. Colette, « Acides gras oméga 3 et pathologie cardiovasculaire : la part du vrai », Médecine Mal. Métaboliques, vol. 5, no 3, p. 269 277, 2011
  11. Leray, « Maladies coronariennes et athhérosclérose », in Les lipides, Laoisier., 2013, p. 204 207
  12. L. Stoll, E. Severus, M. P. Freeman, S. Rueter, H. A. Zboyan, E. Diamond, K. K. Cress, et L. B. Marangell, « Omega 3 fatty acids in bipolar disorders : a preliminary double-blind, placebo-controlled trial », Arch. Gen. Psychiatry, vol. 56, p. 407 412, 1999.
  13. Nemets, Z. Staht, et R. H. Belmaker, « Addition of omega-3 fatty acid to maintenant medication treatment for recurrent unipolar depressive disorder », Am. Psychiatr. Publ., vol. 159, no 3, p. 447 479, 2002.
  14. J. Sontrop et M. K. Campbell, « N-3 polyunsaturated fatty acids and depression: A review of the evidence and a methodological critique », Prev. Med., vol. 42, p. 4 13, 2006
  15. R. K. McNamara et S. E. Carlson, « Role of omega-3 fatty acids in brain development and function : Potential implications for the pathogenesis and prevention of psychopathology », Prostaglandins Leukot. Essent. Fatty Acids, vol. 75, p. 329 349, 2006
  16. M. Lavialle et S. Layé, « Acides gras poly-insaturés (oméga 3, oméga 6) et fonctionnement du système nerveux central », Innov. Agron., vol. 10, p. 25 42, 2010.
  17. Bretillon, L., Thuret, G., Grégoire, S., Acar, N., Joffre, C., Bron, A.M., Gain, P., CreuzotGarcher, C.P., 2008b. Lipid and fatty acid profile of the retina, retinal pigment epithelium/choroid, and the lacrimal gland, and associations with adipose tissue fatty acids in human subjects. Exp. Eye Res. 87, 521–528. doi:10.1016/j.exer.2008.08.010
  18. Fliesler, S.J., Anderson, R.E., 1983. Chemistry and metabolism of lipids in the vertebrate retina. Prog. Lipid Res. 22, 79–131.
  19. Litman, B.J., Mitchell, D.C., 1996. A role for phospholipid polyunsaturation in modulating membrane protein function. Lipids 31 Suppl, S193–197.
  20. Salem, N., Jr, Litman, B., Kim, H.Y., Gawrisch, K., 2001. Mechanisms of action of docosahexaenoic acid in the nervous system. Lipids 36, 945–959.
  21. Uauy, R., Hoffman, D.R., Peirano, P., Birch, D.G., Birch, E.E., 2001. Essential fatty acids in visual and brain development. Lipids 36, 885–895.
  22. Chong, E.W.-T., Robman, L.D., Simpson, J.A., Hodge, A.M., Aung, K.Z., Dolphin, T.K., English, D.R., Giles, G.G., Guymer, R.H., 2009. Fat consumption and its association with age-related macular degeneration. Arch. Ophthalmol. 127, 674–680. doi:10.1001/archophthalmol.2009.60
  23. Christen, W.G., Schaumberg, D.A., Glynn, R.J., Buring, J.E., 2011. Dietary ω-3 fatty acid and fish intake and incident age-related macular degeneration in women. Arch. Ophthalmol. 129, 921–929. doi:10.1001/archophthalmol.2011.34
  24. M. A. Hossain, « Fish as source of n-3 polyunsaturated fatty acids (PUFAs), which one is better - farmed or wild ? », Adv. J. Food Sci. Technol., vol. 3, no 6, p. 455 466, 2011
  25. R. W. Mitchell et G. M. Hatch, « Fatty acid transport into the brain : of fatty acid fables and lipid tails », Prostaglandins Leukot. Essent. Fatty Acids, vol. 85, p. 293 302, 2011
  26. Y. Freund Levi, I. Vedin, T. Cederholm, H. Basun, G. Faxén Irving, M. Eriksdotter, E. Hjorth, M. Schultzberg, B. Vessby, L.-O. Wahlund, N. Salem Jr., et J. Palmblad, « Transfer of omega-3 fatty acids across the blood-brain barrier after dietary supplementation with a docosahexaenoic acid-rich omega-3 fatty acid preparation in patients with Alzheimer’s disease : the omegaAD study », J. Intern. Med., vol. 275, p. 428 436, 2014.
Composizione
Dose giornaliera: 3 softgels
Numero di dosi per scatola: 30
Quantita per dose
EPA sotto forma di trigliceridi di olio di pesce 465 mg
DHA sotto forma di trigliceridi di olio di pesce 345 mg
Altri ingredienti: tocoferoli

Ogni capsula contiene 155 mg di EPA e 115 mg di DHA.
Attenzione: presenza di prodotti derivati dal pesce.
Consigli di utilizzo
Prendere tre softgels per giorno al momento del pasto.
Bibliografia
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