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Vitamina K1 (fillochinone): benefici, fonti alimentari e fabbisogno

2026-09-11

La vitamina K1 è nota soprattutto per il suo ruolo nella coagulazione del sangue, ma contribuisce anche al mantenimento di una struttura ossea normale. Scoprite i benefici della vitamina K1, gli alimenti che ne contengono di più e le dosi raccomandate.

✦ Da ricordare
  • ✓La vitamina K1 (fillochinone) è la principale forma di vitamina K assunta attraverso l’alimentazione.
  • ✓Contribuisce alla normale coagulazione del sangue e al mantenimento di ossa normali.
  • ✓Le verdure a foglia verde sono le migliori fonti di vitamina K1.
  • ✓Il suo assorbimento è favorito se consumata con una piccola quantità di grassi.
  • ✓Le persone in terapia con anticoagulanti del tipo anti-vitamina K devono mantenere un apporto regolare di vitamina K e non modificarlo senza il parere del medico.

Tutto quello che c’è da sapere sulla vitamina K1

Che cos’è la vitamina K1 (fillochinone)?

Definizione, origine e meccanismo biochimico

La vitamina K1, detta anche fillochinone, è una vitamina liposolubile naturalmente presente nei vegetali.

Costituisce la principale forma di vitamina K apportata dall’alimentazione (1).

Dopo l’assorbimento intestinale, favorito dalla presenza di lipidi alimentari, viene trasportata in primo luogo al fegato, poi ad altri tessuti (2).

Interviene quindi nell’attivazione di diverse proteine coinvolte nella coagulazione del sangue, ma anche nel metabolismo osseo (3).

Differenza fondamentale tra vitamina K1 e vitamina K2

Il termine «vitamina K» indica una famiglia di composti che condividono un meccanismo d’azione comune, ma differiscono per origine, struttura e destino nell’organismo (4):

  • La vitamina K1 (fillochinone) è prodotta dalle piante. Viene assunta principalmente attraverso le verdure a foglia verde e viene rapidamente assorbita dal fegato.
  • La vitamina K2 (menachinoni o MK) comprende diverse forme sintetizzate da alcuni batteri. Anch’essa partecipa all’attivazione delle proteine dipendenti dalla vitamina K, ma la sua distribuzione nell’organismo è diversa (5).
  • La vitamina K3 (menadione) è una forma sintetica utilizzata nella ricerca o nell’alimentazione animale, ma mai come integratore alimentare per l’uomo.

Per garantire un apporto completo di vitamina K, alcune formulazioni associano le vitamine K1 e K2, in modo da coprire un ampio spettro.

-Scoprite l’integratore alimentare Complete K che associa una forma di vitamina K1 e due forme di vitamina K2: MK-4 e MK-7 brevettata MenaQ7®.

Qual è il ruolo della vitamina K1?

La vitamina K1 contribuisce alla normale coagulazione del sangue e al mantenimento di ossa normali.

Il pilastro della normale coagulazione del sangue

A livello epatico, la vitamina K1 funge da cofattore di un enzima coinvolto nella γ-carbossilazione di diversi fattori della coagulazione, tra cui la protrombina (fattore II) e i fattori VII, IX e X (6).

Questo processo biochimico permette loro di legare il calcio, una fase essenziale per innescare la coagulazione e formare un coagulo in caso di rottura di un vaso sanguigno (7).

In caso di carenza di vitamina K, questa carbossilazione risulta insufficiente: l’attività dei fattori di coagulazione diminuisce e il rischio di emorragia aumenta (8).

Il suo ruolo nel metabolismo osseo

La vitamina K1, come la vitamina K2, partecipa alla γ-carbossilazione dell’osteocalcina, una proteina sintetizzata dalle cellule ossee chiamate osteoblasti (9).

Una volta attivata grazie alla vitamina K, l’osteocalcina è in grado di legarsi al calcio e di partecipare al normale processo di mineralizzazione ossea (10).

Studi osservazionali suggeriscono che un maggiore apporto alimentare di vitamina K1 sia associato a un minor rischio di fratture, sebbene i dati non consentano di affermare che l’integrazione prevenga le fratture (11).

In una meta-analisi di cinque studi osservazionali, l’apporto alimentare più elevato di vitamina K1 era associato a un rischio relativo di frattura inferiore del 22% rispetto all’apporto più basso (12).

−22 % di rischio relativo di frattura con l’apporto alimentare più elevato di vitamina K1 rispetto a quello più basso
5 studi osservazionali raggruppati nella meta-analisi

Risultato derivante da una meta-analisi di cinque studi osservazionali sull’apporto alimentare di vitamina K1 e sul rischio di frattura (12).

-Scopri l’integratore alimentare Vitamina K2 MK-7 + Vitamina D3, che associa due vitamine che contribuiscono al mantenimento di ossa normali. La vitamina D contribuisce inoltre al normale assorbimento e utilizzo del calcio e del fosforo.

Carenza di vitamina K1: contesti e popolazioni interessate

Sebbene la carenza clinica di vitamina K sia rara negli adulti in buona salute, alcune situazioni richiedono una particolare attenzione.

Perché il neonato è oggetto di un’attenzione sistematica?

Alla nascita, le riserve di vitamina K sono naturalmente scarse, in particolare a causa del suo scarso trasferimento attraverso la placenta.

Anche il microbiota intestinale del neonato è ancora immaturo e il latte materno contiene una quantità relativamente esigua di vitamina K.

Questa situazione espone il neonato al rischio di malattia emorragica del neonato legata a un deficit di vitamina K. Rara, ma potenzialmente grave, questa patologia può provocare emorragie cutanee o digestive, o addirittura emorragie intracraniche (13).

Per prevenire questo rischio, in Francia è raccomandata sistematicamente la somministrazione di vitamina K1 dopo la nascita. Le modalità e i dosaggi dipendono in particolare dal tipo di alimentazione e dalla situazione clinica del bambino.

Fattori di rischio di carenza negli adulti

Negli adulti, una carenza clinica di vitamina K è più spesso associata a una malattia, a un malassorbimento o a determinati trattamenti (14):

  • malattie che causano un malassorbimento dei grassi, come alcune forme di morbo di Crohn, la celiachia o l’insufficienza pancreatica;
  • la colestasi e alcune patologie epatobiliari che compromettono l’assorbimento delle vitamine liposolubili;
  • le terapie antibiotiche prolungate, soprattutto se associate a un’alimentazione insufficiente o a un malassorbimento.

I trattamenti anticoagulanti di tipo anti-vitamina K costituiscono un caso particolare: bloccano intenzionalmente il riciclo della vitamina K al fine di ridurre l’attività di alcuni fattori della coagulazione. Non devono mai essere associati a un’integrazione di vitamina K senza il parere del medico.

Quando la carenza diventa grave, l’attivazione dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K diminuisce. Possono quindi manifestarsi diverse forme di emorragia (15):

  • ecchimosi frequenti;
  • sanguinamenti nasali ripetuti;
  • sanguinamento prolungato in seguito a una ferita;
  • mestruazioni particolarmente abbondanti.

Una carenza di vitamina K non può essere diagnosticata solo sulla base dei sintomi.

In caso di sospetto, il medico può prescrivere un esame della coagulazione, in particolare il TP/INR. Questi parametri possono risultare alterati in caso di carenza, ma non sono specifici e non sono sufficienti per formulare la diagnosi.

Dove trovare la vitamina K1? Le migliori fonti alimentari vegetali

Gli alimenti più ricchi di vitamina K1

La vitamina K1 è un micronutriente indispensabile, al pari delle altre vitamine e dei minerali.

È presente principalmente negli alimenti di origine vegetale, in particolare nelle verdure a foglia verde scuro, nelle erbe aromatiche, in alcuni tipi di cavoli e in alcuni oli vegetali.

Questa concentrazione nelle parti verdi delle piante si spiega con il ruolo del fillochinone nella fotosintesi.

Alimenti ricchi di vitamina K1

Contenuto di vitamina K1 (µg/100 g)

Prezzemolo fresco

1 220

Cavolo riccio

817

Spinaci cotti

540

Bietola cotta

484

Crescione

250

Cavoletti di Bruxelles cotti

177

Broccoli cotti

141

Lattuga romana

102

Kiwi

40

Avocado

21

Ottimizzare l'assorbimento della vitamina K1 di origine alimentare

Essendo la vitamina K1 liposolubile, il suo assorbimento è favorito dalla presenza di grassi durante il pasto.

Condire un'insalata con un olio vegetale o accompagnare le verdure con un filo d'olio d'oliva contribuisce quindi a migliorarne la biodisponibilità.

La vitamina K1 è relativamente stabile al calore, ma il suo contenuto e la sua biodisponibilità possono variare a seconda dell’alimento e del metodo di preparazione. La cottura, il trituramento o la frullatura possono modificare la matrice vegetale, senza che il loro effetto sull’assorbimento sia costante.

Fabbisogno raccomandato: quanta vitamina K1 al giorno?

In Francia, l’ANSES considera soddisfacente un apporto giornaliero di 79 µg di vitamina K1 per gli adulti.

In pratica, un’alimentazione varia che includa regolarmente verdure a foglia verde permette generalmente di coprire tali fabbisogni.

Anche alcuni oli vegetali, in particolare l’olio di soia e quello di colza, forniscono vitamina K1. Il loro contenuto di lipidi favorisce inoltre l’assorbimento di questa vitamina liposolubile.

Per chi desidera combinare diverse forme di vitamina K in un’unica formula, esistono integratori specificamente studiati a questo scopo.

-Scoprite l’integratore alimentare Complete K, che associa la vitamina K1 a due forme di vitamina K2: la MK-4 e la MK-7 brevettata MenaQ7®.

La vitamina K può essere assunta anche nell’ambito di una formula multivitaminica più completa.

-Scoprite gli integratori alimentari Daily 2 e Daily 3, che contengono la vitamina K in diverse forme insieme ad altre vitamine e minerali importanti per l’organismo.

Integratori: come ottimizzare l’apporto in modo rigoroso?

L’integrazione di vitamina K non è sistematicamente necessaria negli adulti in buona salute. La sua utilità dipende in particolare dall’alimentazione, dallo stato di salute e da eventuali trattamenti in corso.

Non tutti gli integratori alimentari a base di vitamina K seguono lo stesso approccio: alcuni forniscono esclusivamente vitamina K1, mentre altri contengono diverse forme di vitamina K.

-L’integratore alimentare Complete K riunisce tre forme di vitamina K: la vitamina K1, la vitamina K2 MK-4 e la vitamina K2 MK-7 MenaQ7®. Tutte intervengono nell’attivazione delle proteine che dipendono dalla vitamina K, ma presentano tempi di permanenza e una distribuzione diversi nell’organismo.

Poiché la vitamina K è liposolubile, l’integratore deve essere assunto durante un pasto, rispettando la dose raccomandata. Non sostituisce una dieta varia ed equilibrata.

Attenzione: le persone in terapia con un anticoagulante di tipo anti-vitamina K devono consultare il proprio medico prima di iniziare qualsiasi integrazione. Non devono inoltre modificare bruscamente l’apporto alimentare di vitamina K senza un controllo medico.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra la vitamina K1 e la vitamina K2?

La vitamina K1 (fillochinone) proviene principalmente dai vegetali, mentre la vitamina K2 comprende diversi menachinoni, in particolare di origine batterica, presenti negli alimenti fermentati e in alcuni prodotti di origine animale. Entrambe queste forme contribuiscono alla normale coagulazione del sangue e al mantenimento di ossa normali.

Quali sono gli alimenti più ricchi di vitamina K1?

Le verdure, in particolare quelle a foglia, sono le migliori fonti di vitamina K1. Prezzemolo, cavolo riccio, spinaci, bietole, crescione e broccoli ne contengono quantità particolarmente elevate.

Qual è il ruolo esatto della vitamina K1 nell’organismo?

La vitamina K1 contribuisce alla normale coagulazione del sangue, consentendo l’attivazione di diversi fattori di coagulazione. Contribuisce inoltre al mantenimento di una struttura ossea normale, attivando le proteine coinvolte nel metabolismo osseo.

Quanta vitamina K1 bisogna assumere ogni giorno?

In Francia, l’Anses ritiene che un apporto giornaliero di 79 µg sia sufficiente per gli adulti. Si tratta di un valore di riferimento alimentare, generalmente garantito da una dieta varia e ricca di verdure a foglia verde.

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Bibliografia

  1. Mladěnka P, Macáková K, Kujovská Krčmová L, Javorská L, Mrštná K, Carazo A, Protti M, Remião F, Nováková L; OEMONOM researchers and collaborators. Vitamin K - sources, physiological role, kinetics, deficiency, detection, therapeutic use, and toxicity. Nutr Rev. 2022 Mar 10;80(4):677-698. doi: 10.1093/nutrit/nuab061. PMID: 34472618; PMCID: PMC8907489. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8907489/
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