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Quella rete neurale sconosciuta (o quasi) che permette all’intestino di agire in modo autonomo

2026-08-18

Spesso definito il nostro “secondo cervello”, l’intestino possiede una rete neurale di notevole complessità. Una recente rassegna scientifica rivela quanto questo sistema, ancora poco conosciuto, sia in grado di coordinare numerose funzioni.

Scopri il segreto dell’efficienza intestinale

Il sistema nervoso enterico, al centro della sorprendente autonomia dell’intestino

L’intestino è dotato di una vasta rete di neuroni chiamata sistema nervoso enterico.

Oggetto di studio della neurogastroenterologia, il sistema nervoso enterico coordina numerose funzioni digestive senza dipendere costantemente dai comandi del cervello.

Questa rete contribuisce in particolare a:

  • la regolazione della motilità intestinale;
  • il coordinamento delle secrezioni digestive;
  • la comunicazione con il sistema nervoso centrale;
  • alcune risposte locali dell’intestino;
  • l’equilibrio complessivo del funzionamento digestivo.

Una recente rassegna scientifica dedicata ai progressi della neurogastroenterologia (1) dimostra che il sistema nervoso enterico costituisce una rete neurale particolarmente sofisticata, in grado di integrare molteplici informazioni e di coordinare con precisione il funzionamento del tubo digerente.

Ma come riesce una rete del genere a garantire una simile autonomia? È proprio ciò che le ultime ricerche ci permettono oggi di comprendere meglio…

Come può l’intestino funzionare in modo così autonomo?

Una vera e propria rete neurale all’interno del tubo digerente

Il sistema nervoso enterico è costituito da un’immensa rete di neuroni distribuiti lungo tutto il tubo digerente, dall’esofago fino al retto.

Da solo, contiene diverse centinaia di milioni di cellule nervose, il che lo rende una delle reti neurali più importanti dell’organismo.

Questi neuroni enterici non agiscono in modo isolato: comunicano costantemente tra loro e formano veri e propri circuiti in grado di ricevere informazioni, integrarle e quindi innescare risposte adeguate.

Questa organizzazione permette all’apparato digerente di coordinare localmente numerose funzioni senza dover ricorrere sistematicamente al cervello.

Recenti studi nel campo della neurogastroenterologia dimostrano quindi che il sistema nervoso enterico costituisce una rete particolarmente sofisticata (2), i cui meccanismi continuano ad essere attivamente studiati.

Regolare la motilità intestinale e le secrezioni digestive

Una delle principali funzioni del sistema nervoso enterico consiste nell’orchestrare lo svolgimento della digestione (3).

In particolare, partecipa al coordinamento dei movimenti dell’intestino, che consentono di mescolare il cibo e poi di garantirne l’avanzamento lungo tutto il tubo digerente.

Questa motilità digestiva si adatta costantemente alla natura del contenuto intestinale e alle diverse fasi della digestione.

Il sistema nervoso enterico interviene anche nel controllo di alcune secrezioni digestive, indispensabili per la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.

È interessante notare che gran parte di questi adattamenti può avvenire a livello locale.

Grazie alla propria rete neurale, l’intestino è in grado di coordinare numerosi processi digestivi in modo ampiamente autonomo, pur rimanendo in comunicazione con il resto dell’organismo.

Una comunicazione costante con il cervello

Sebbene talvolta si parli di “secondo cervello”, ciò non significa che l’intestino funzioni in modo totalmente indipendente.

Il sistema nervoso enterico scambia continuamente informazioni con il sistema nervoso centrale attraverso l’asse intestino-cervello.

Queste comunicazioni avvengono attraverso diverse vie nervose, ormonali e immunitarie che assicurano un dialogo costante tra i due sistemi (4).

Il cervello può così influenzare alcuni aspetti del funzionamento digestivo, mentre anche i segnali provenienti dall’intestino partecipano a questa comunicazione bidirezionale.

I ricercatori considerano oggi l’asse intestino-cervello come un sistema particolarmente complesso, caratterizzato da molteplici interazioni i cui meccanismi continuano a essere oggetto di studi approfonditi.

Un ruolo nell’equilibrio locale dell’intestino

Oltre alla motilità digestiva e alle secrezioni, il sistema nervoso enterico sembra partecipare anche al mantenimento dell’equilibrio dell’ambiente intestinale.

Le ricerche suggeriscono che esso potrebbe in particolare:

  • interagire con diverse cellule presenti nella parete digestiva;
  • contribuire ai meccanismi coinvolti nel mantenimento della funzione di barriera intestinale (5);
  • partecipare ai meccanismi coinvolti nell’omeostasi digestiva.

Le interazioni con il microbiota intestinale, le cellule immunitarie e le cellule gliali enteriche sono oggetto di un crescente interesse scientifico (6-8).

Questi meccanismi sono tuttora oggetto di studi approfonditi e molti aspetti del loro funzionamento devono ancora essere chiariti.

Una disciplina in piena espansione

Sebbene meno pubblicizzata rispetto ad altri settori delle neuroscienze, la neurogastroenterologia sta oggi vivendo uno sviluppo particolarmente rapido.

I progressi compiuti nello studio del sistema nervoso enterico consentono di comprendere meglio il normale funzionamento dell’intestino, ma anche i meccanismi coinvolti in diversi disturbi gastrointestinali.

Questa disciplina contribuisce inoltre a migliorare la comprensione delle interazioni tra sistema nervoso, microbiota, ambiente digestivo e funzione di barriera.

Con il progredire delle conoscenze, i ricercatori svelano poco a poco la notevole complessità del dialogo costante che esiste tra l’intestino e il resto dell’organismo…

È possibile sostenere in modo naturale l’ambiente del “secondo cervello” intestinale?

Cosa si può — e cosa non si può — fare

Il sistema nervoso enterico è una rete neurale di estrema complessità. Ad oggi, non esiste un approccio nutrizionale comprovato che consenta di agire direttamente sul suo funzionamento.

Allo stesso tempo, diversi composti naturali sono oggetto di ricerca per le loro possibili interazioni con alcuni elementi del suo ambiente, in particolare il microbiota intestinale, la funzione di barriera intestinale, i meccanismi coinvolti nell’omeostasi digestiva o ancora l’asse intestino-cervello.

Questi composti si inseriscono in un approccio globale, basato su un’alimentazione varia, un apporto sufficiente di fibre e, più in generale, uno stile di vita equilibrato.

Il butirrato, un metabolita chiave dell’ecosistema intestinale

Il butirrato è un acido grasso a catena corta prodotto da alcuni batteri intestinali durante la fermentazione delle fibre alimentari. È uno dei principali metaboliti prodotti da questa attività microbica.

Numerose ricerche si concentrano sulla sua interazione con l’ambiente intestinale (9).

In particolare, viene studiato per il suo ruolo ne:

  • il metabolismo delle cellule della parete intestinale;
  • i meccanismi coinvolti nella funzione di barriera intestinale;
  • i diversi processi che contribuiscono all’omeostasi digestiva.

Il butirrato viene prodotto naturalmente quando il microbiota dispone di un apporto sufficiente di fibre fermentabili, dette anche prebiotici.

Per apportare direttamente questo acido grasso a catena corta all’ecosistema digestivo, è possibile assumere integratori alimentari a base di butirrato.

-Scopri Butyrate Max Bioactivity, una formula di butirrato di sodio microincapsulato, per un rilascio mirato a livello del colon.

I probiotici e l’equilibrio del microbiota intestinale

I probiotici sono microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, possono esercitare effetti benefici sulla salute.

A seconda dei ceppi utilizzati, vengono studiati per le loro interazioni con l’equilibrio del microbiota intestinale e la diversità dell’ecosistema digestivo.

La ricerca si concentra anche sulle loro interazioni con le diverse popolazioni microbiche e il loro ambiente locale, un ambito che è ancora oggetto di numerosi studi.

I probiotici fanno parte di un approccio globale che associa un'alimentazione diversificata e ricca di fibre, favorevole all'equilibrio del microbiota intestinale.

Anche gli integratori alimentari contenenti diversi ceppi probiotici possono essere inseriti in un approccio nutrizionale globale.

-Scopri Probio Forte e Full Spectrum Probiotic, due integratori alimentari che combinano diversi ceppi di probiotici selezionati per i loro effetti documentati da studi clinici.

Nutrire il microbiota grazie alle fibre prebiotiche

Non tutte le fibre svolgono lo stesso ruolo: alcune, dette prebiotiche, fungono da substrato per i batteri naturalmente presenti nell’intestino.

Fermentando queste fibre, i microrganismi producono diversi metaboliti, tra cui gli acidi grassi a catena corta (come il butirrato), che contribuiscono all’equilibrio dell’ambiente intestinale.

Un apporto regolare di fibre contribuisce a nutrire il microbiota intestinale ed è generalmente associato a una maggiore diversità microbica.

L’alimentazione rimane la principale fonte di prebiotici, ma si può prendere in considerazione anche l’uso di integratori alimentari che forniscono questo tipo di fibre.

-Scopri Organic Acacia, una fonte naturale di fibre solubili ricavate dalla gomma d’acacia.

La glutammina, un amminoacido particolarmente utilizzato dall’intestino

La glutammina è un amminoacido naturalmente presente nell’organismo.

Costituisce un’importante fonte di energia per alcune cellule della mucosa intestinale, che presentano elevati fabbisogni metabolici.

È oggetto di numerose ricerche per le sue interazioni con i meccanismi coinvolti nella funzione di barriera intestinale, nella mucosa intestinale e nell’omeostasi digestiva.

Anche il suo ruolo nell’adattamento dell’organismo a determinate situazioni di stress fisiologico è oggetto di studi.

-Scopri L-Glutamine, un integratore alimentare a base di glutammina naturale.

Gli omega-3 e l’asse intestino-cervello

Gli acidi grassi omega-3 sono componenti essenziali delle membrane cellulari, comprese quelle dei neuroni.

Il DHA, in particolare, contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale, nell’ambito di un adeguato apporto giornaliero.

Gli omega-3 sono inoltre al centro di numerose ricerche dedicate alle loro interazioni con i meccanismi coinvolti nella risposta infiammatoria, nel microbiota intestinale e nelle vie di comunicazione neuronale associate all’asse intestino-cervello.

Sono naturalmente presenti in alcuni alimenti (in particolare nel pesce grasso). Anche gli integratori alimentari a base di omega-3 possono costituire una fonte di questi acidi grassi.

-Scopri Super Omega 3, una formula che apporta gli acidi grassi EPA e DHA in forma naturale.

I polifenoli studiati per le loro interazioni con il microbiota

I polifenoli sono composti naturalmente presenti in numerose piante, in particolare nella frutta, nella verdura, nel tè e in alcune spezie.

Alcune di queste molecole, come la quercetina o il resveratrolo, sono oggi studiate per le loro interazioni con il microbiota e alcuni meccanismi coinvolti nell’ambiente intestinale.

Le interazioni tra polifenoli e batteri intestinali sono complesse: il microbiota può trasformare questi composti, mentre questi ultimi, a loro volta, possono influenzare la composizione e l’attività di alcune popolazioni microbiche.

-Scopri Super Quercetin e Resveratrol, due integratori alimentari che apportano polifenoli.

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Bibliografia

  1. Chmelir T, Jarkovska D, Pandey S, Chottova Dvorakova M. Neurogastroenterology: Current insights into gastrointestinal innervation in health and disease. Auton Neurosci. 2025 Oct;261:103339. doi: 10.1016/j.autneu.2025.103339. Epub 2025 Aug 29. PMID: 40902240.
  2. (2) Linden DR, Sharkey KA. The enteric nervous system. Curr Biol. 2025 Oct 20;35(20):R979-R985. doi: 10.1016/j.cub.2025.08.020. PMID: 41118742.
  3. Waxenbaum JA, Reddy V, Das JM. Anatomy, Autonomic Nervous System. 2025 Dec 1. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2026 Jan–. PMID: 30969667.
  4. Park JC, Chang L, Kwon HK, Im SH. Beyond the gut: decoding the gut-immune-brain axis in health and disease. Cell Mol Immunol. 2025 Nov;22(11):1287-1312. doi: 10.1038/s41423-025-01333-3. Epub 2025 Aug 14. PMID: 40804450; PMCID: PMC12575876.
  5. Snoek SA, Verstege MI, Boeckxstaens GE, van den Wijngaard RM, de Jonge WJ. The enteric nervous system as a regulator of intestinal epithelial barrier function in health and disease. Expert Rev Gastroenterol Hepatol. 2010 Oct;4(5):637-51. doi: 10.1586/egh.10.51. PMID: 20932148.
  6. Yang C, Lan X, Zhong H, Geng J, Wang W. Enteric nervous system in microbiota-associated gut inflammation. Front Immunol. 2026 Jan 27;17:1735727. doi: 10.3389/fimmu.2026.1735727. PMID: 41676138; PMCID: PMC12886487.
  7. Bessac A, Cani PD, Meunier E, Dietrich G, Knauf C. Inflammation and Gut-Brain Axis During Type 2 Diabetes: Focus on the Crosstalk Between Intestinal Immune Cells and Enteric Nervous System. Front Neurosci. 2018 Oct 10;12:725. doi: 10.3389/fnins.2018.00725. PMID: 30364179; PMCID: PMC6191495.
  8. Wang S, Wang Y, Miao J, Zheng X, Ge W, Chen G, Yin Y. Enteric nervous system and inflammatory bowel disease. Gastroenterol Rep (Oxf). 2026 Feb 13;14:goag005. doi: 10.1093/gastro/goag005. PMID: 41696441; PMCID: PMC12902791.
  9. Liu S, Zheng Y, Cui B, Yang J, Yuan B, Cao Y, Zhao Z, Sun Z, Wang Q, Yang X, Pan W, He C. Gut microbiota-derived butyrate alleviates the impairment of mice intestinal integrity caused by Toxoplasma gondii infection. Life Sci. 2025 Aug 1;374:123709. doi: 10.1016/j.lfs.2025.123709. Epub 2025 May 12. PMID: 40368048.

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