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Pelle con proteine anti-età

Proteine anti-età: quali sono?

Diverse proteine e aminoacidi sono studiati per i loro potenziali effetti sulla longevità dell’organismo umano. Scopri le proteine star dell’anti-età e diversi modi per farne le tue alleate contro il tempo che passa.

Il collagene, fondamentale per preservare la giovinezza della pelle

La pelle è costituita principalmente da acqua, ma anche da elastina e collagene, due proteine che permettono di conservarne l’elasticità e la resistenza.

Sfortunatamente, la produzione di queste due proteine si riduce con l’invecchiamento, causando la comparsa di rughe e linee sottili su tutto il corpo, in particolare sulle aree regolarmente esposte alla luce. È così che a 60 anni la pelle ha perso più di un terzo del suo collagene totale. Infatti, la sintesi del collagene diminuisce dell’1,5% all’anno dopo i 25 anni.

Per ridurre gli effetti dell’invecchiamento, visibili a tutti, esiste una soluzione: cercare di stimolare la produzione endogena di collagene. Ad esempio, puoi aumentare l’assunzione di vitamina C (liposomiale ha una formidabile biodisponibilità) perché contribuisce certamente alla formazione del collagene. Molte persone scelgono anche di assumere direttamente il collagene (ad esempio con brodi di carne o integratori di collagene) con la finalità di apportare al corpo gli elementi costitutivi della sua produzione (cfr. Marine Collagen).

Poiché l’invecchiamento non è l’unico responsabile della diminuzione del collagene nell’organismo, ecco tre consigli per preservarne il capitale.

  • Non fumare. Dopo l’esposizione ripetuta ai raggi UV del sole, il tabacco è il principale acceleratore dell’invecchiamento della pelle. A lungo termine, provoca una maggiore attivazione della collagenasi, l’enzima che degrada il collagene.
  • Limita l’esposizione prolungata al sole, soprattutto quando l’indice UV è alto (in estate). È un gioco di equilibrismo, perché l’esposizione al sole consente anche la produzione dell’indispensabile vitamina D.
  • Impegnati per ridurre le fonti di stress, un nemico comprovato del collagene, attraverso l’uso (frequente) di massaggi (stimolano la produzione di collagene).

La carnosina come potenziale inibitore della glicazione

La degradazione delle proteine, tra cui si annovera il collagene, è un altro meccanismo dell’invecchiamento (1). Col tempo, le proteine dell’organismo sono “vittime” di un fenomeno chiamato glicazione. Diventano glicate, perdono le loro funzioni e, in alcuni casi, si accumulano nell’organismo alterando il funzionamento delle cellule funzionali, degli organi e dell’intero organismo. Tra le proteine più colpite troviamo l’albumina, l’insulina, l’emoglobina, le immunoglobine, le lipoproteine e naturalmente… il collagene.

Esistono diversi inibitori potenziali di questo fenomeno, tra cui la carnosina, un dipeptide (un potenziale residuo di proteina) prodotto dall’organismo stesso. Il problema è che anche il livello di carnosina nell’organismo diminuisce con l’età. Dopo i 70 anni, la sua concentrazione nei muscoli si riduce di oltre il 60%, il che spiega in parte la perdita muscolare associata all’invecchiamento. Ecco perché a volte la carnosina (si veda l’integratore Carnosine) è considerata una proteina “anti-invecchiamento”.

È possibile adottare altre misure per limitare a lungo termine il fenomeno della glicazione:

  • Bere acqua durante la giornata, in piccole quantità, anche quando non si ha sete. Il consumo di acqua è importante per limitare il fenomeno della glicazione.
  • Mantenere la pelle idratata quotidianamente, con l’aiuto di gel idratanti a base d’acqua.
  • Seguire una dieta equilibrata, evitando il consumo di zuccheri raffinati (la glicazione è una reazione chimica che coinvolge lo zucchero).

Le sirtuine per potenziare la riparazione del DNA e frenare l’invecchiamento

Esiste un’intera famiglia di proteine definite le “proteine della giovinezza”: le sirtuine. Agiscono su molti meccanismi cellulari associati all’invecchiamento, quali la riparazione del DNA, la resistenza allo stress ossidativo o la lotta contro l’infiammazione. Purtroppo la storia si ripete, poiché anche in questo caso il loro tasso di produzione diminuisce con l’età. E poiché non è possibile assumere integratori di sirtuine, la strategia consiste nel puntare su due composti in grado di attivarne la produzione, secondo diversi studi: il NAD, un coenzima essenziale presente nelle cellule (2-3) e l’AMPK, una proteina cellulare ammissibile anche come “proteina anti-invecchiamento”.

Per il NAD, l’integrazione non è efficace, poiché il composto è degradato nell’intestino (4). Tuttavia, non è questo il caso dei suoi precursori, nicotinamide riboside (NR) e il nicotinamide mononucleotide (NMN), entrambi considerati potenziali composti “anti-invecchiamento” per questo motivo. Stesso discorso per l’AMPK: bisogna passare attraverso composti che dovrebbero attivarne la produzione interna e che riescono a superare la barriera intestinale. La formula AMPK Booster di SuperSmart ne contiene alcuni, berberina, fisetina e gipenosidi.

I consigli per aumentare la produzione di sirtuine:

  • aumentare l’apporto di triptofano (riso integrale, carne, prodotti latticini, uova, proteine di soia, arachidi, legumi, noci) per sostenere la sintesi del NAD;
  • fare attenzione a consumare prodotti vegetali grezzi e crudi, che possono contenere precursori del NAD;
  • aumentare progressivamente l’attività fisica regolare (ma non intensa), in quanto stimola sia la produzione di NAD che di AMPK;
  • limitare l’apporto calorico alimentare (restrizione calorica) per tutta la vita, anche se questo è probabilmente il consiglio più difficile da applicare.

IL CONSIGLIO DI SUPERSMART

Bibliografia

  1. Ghodsi R, Kheirouri S. Carnosine and advanced glycation end products: a systematic review. Amino Acids. 2018 Sep;50(9):1177-1186. doi: 10.1007/s00726-018-2592-9. Epub 2018 Jun 1. PMID: 29858687.
  2. Hall et al., 2013 J.A. Hall, J.E. Dominy, Y. Lee, P. Puigserver, The sirtuin family’s role in aging and age-associated pathologies J. Clin. Invest., 123 (2013), pp. 973-979
  3. Haigis and Sinclair, 2010 M.C. Haigis, D.A. SinclairMammalian sirtuins: biological insights and disease relevance Annu. Rev. Pathol., 5 (2010), pp. 253-295
  4. Gross and Henderson, 1983, C.J. Gross, L.M. Henderson, Digestion and absorption of NAD by the small intestine of the rat J. Nutr., 113 (1983), pp. 412-420

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