Recentemente, un'ampia revisione scientifica ha esaminato i legami tra i livelli di magnesio e l'emicrania. I risultati hanno gettato nuova luce su questo minerale, coinvolto in numerosi meccanismi della funzione neurologica...
Più che un semplice mal di testa, l'emicrania è un disturbo neurologico comune, generalmente benigno ma molto invalidante per chi ne soffre.
Combina ipersensibilità cerebrale, disturbi della neurotrasmissione e processi neuroinfiammatori transitori.
Si manifesta con (1):
Durante un attacco, molte persone sentono il bisogno di isolarsi in un ambiente tranquillo e buio, per ridurre al minimo gli stimoli che potrebbero aggravare i sintomi.
Una revisione scientifica pubblicata nel febbraio 2025 ha analizzato la relazione tra l'apporto dietetico, i livelli di magnesio e l'emicrania (2).
I ricercatori hanno utilizzato vari dati epidemiologici provenienti da diverse migliaia di partecipanti.
I risultati suggeriscono un'associazione inversa tra lo stato del magnesio e la prevalenza dell'emicrania.
In altre parole, livelli più elevati di magnesio sembrano essere associati a una minore frequenza degli attacchi.
Pur non stabilendo un nesso causale diretto, questi dati suggeriscono che livelli insufficienti di magnesio potrebbero essere associati a una maggiore suscettibilità agli attacchi emicranici.
Altri studi avanzano anche l'ipotesi di un circolo bidirezionale: le emicranie ripetute potrebbero contribuire a una deplezione delle riserve di magnesio che, a sua volta, potrebbe favorire l'insorgenza di nuovi attacchi (3).
Il magnesio è coinvolto in numerosi meccanismi fisiologici.
In particolare, contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso, alle normali funzioni psicologiche, al metabolismo energetico e alla riduzione della fatica.
Nell'organismo, il magnesio svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell'attività delle cellule nervose.
È coinvolto nel bilanciamento dei flussi ionici che partecipano alla trasmissione dei segnali nervosi.
È inoltre coinvolto nella modulazione di alcuni neurotrasmettitori, in particolare il glutammato, che influenza direttamente l'eccitabilità neuronale (4).
Livelli adeguati di magnesio potrebbero quindi contribuire a limitare alcuni fenomeni di ipereccitabilità neuronale.
L'emicrania è associata a meccanismi neuroinfiammatori, che corrispondono a risposte immunitarie transitorie: una sorta di reazione di difesa eccessiva da parte dell'organismo.
Alcuni studi suggeriscono che il magnesio possa contribuire a modulare alcune risposte infiammatorie, in particolare regolando il rilascio di citochine pro-infiammatorie e limitando lo stress ossidativo.
Attraverso questi meccanismi, potrebbe influenzare alcuni processi biologici coinvolti nell'emicrania.
Pertanto, un apporto insufficiente di magnesio potrebbe essere associato a una maggiore suscettibilità agli attacchi, mentre livelli adeguati favorirebbero una funzione neurologica più stabile (5).
Tuttavia, gli studi disponibili non permettono ancora di stabilire se il magnesio eserciti un effetto diretto sugli attacchi emicranici in quanto tali.
Non sempre ce ne rendiamo conto, ma il cervello consuma una grande quantità di energia, sia quando siamo svegli che quando dormiamo.
Le cellule nervose richiedono un apporto costante di energia per svolgere le loro funzioni fisiologiche.
Il magnesio svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo energetico cellulare.
È coinvolto in numerose reazioni enzimatiche che partecipano alla sintesi e all'utilizzo dell'adenosina trifosfato (ATP), la principale fonte di energia dell'organismo, anche per le cellule nervose (6).
Un buono stato del magnesio potrebbe quindi favorire una comunicazione neuronale più efficiente e il corretto svolgimento delle funzioni cerebrali.
Le diete moderne non sempre forniscono le quantità ottimali di magnesio per coprire il fabbisogno dell'organismo.
La lavorazione industriale degli alimenti, i tempi di conservazione talvolta eccessivi e l'impoverimento dei suoli hanno contribuito a ridurre sensibilmente il contenuto di questo minerale nella nostra alimentazione e, di conseguenza, il suo apporto attraverso la dieta.
Alcune persone possono quindi presentare un apporto inadeguato di magnesio, talvolta senza sintomi evidenti (7).
Anche altri fattori possono aumentare il fabbisogno di magnesio o favorirne l'eliminazione:
L'integrazione di magnesio può essere presa in considerazione in presenza di sintomi che suggeriscono una potenziale carenza: stanchezza persistente, nervosismo, crampi muscolari, irritabilità insolita, disturbi del sonno, ecc.
Tra l'ampia varietà di integratori alimentari a base di magnesio, diverse forme presentano caratteristiche specifiche.
Ad esempio, il magnesio L-treonato è stato studiato per la sua potenziale capacità di attraversare la barriera emato-encefalica e aumentare i livelli di magnesio in alcuni tessuti cerebrali (9).
Scopri Magnesium L-Threonate, un integratore alimentare di magnesio L-treonato di nuova generazione.
Altre forme, come il magnesio orotato, sono state studiate per garantire una corretta assimilazione da parte dell'organismo.
Scopri Magnesium Orotate, un integratore di magnesio orotato ad elevata biodisponibilità.
Infine, alcune formule combinano diverse forme di magnesio per offrire un approccio completo.
Scopri OptiMag, una combinazione sinergica di 8 forme di magnesio ad eccellente biodisponibilità e solubilità.
Anche alcune piante sono oggetto di specifici studi scientifici nell'ambito della ricerca sull'emicrania.
Ad esempio, la corteccia di salice bianco contiene naturalmente derivati salicilati, la cui struttura chimica appartiene alla stessa famiglia di alcuni composti utilizzati in farmacologia, come l'acido acetilsalicilico (noto anche come aspirina).
Questi composti sono oggetto di ricerche sulla loro interazione con alcune vie biologiche coinvolte nei processi infiammatori (10).
Scopri l'integratore alimentare Willow Bark Extract, ricavato dalla corteccia di salice bianco e standardizzato al 15% di salicina.
Bibliografia
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