Alla ricerca di rimedi non aggressivi per ritrovare il benessere emotivo, un numero sempre maggiore di persone si rivolge agli «antidepressivi naturali». Cosa ci si può davvero aspettare da questi prodotti e quali sono i più efficaci?<
Premettiamo che la depressione è una patologia riconosciuta dal punto di vista medico, caratterizzata da uno stato di tristezza e da una mancanza di interesse che persistono nel tempo. Richiede sempre una diagnosi e una presa in carico specifica, che a volte include trattamenti chiamati "antidepressivi" (1).
L'espressione "antidepressivo naturale", qui utilizzata, va quindi considerata come una formulazione affermata nel linguaggio comune. Si riferisce in particolare a sostanze naturali studiate per la loro capacità di ripristinare il benessere emotivo, gestire meglio lo stress o ritrovare un umore migliore. Non sono però destinate a sostituire un percorso medico.
La ricerca ha individuato cinque "antidepressivi naturali" di particolare interesse: l'iperico, lo zafferano, i probiotici mirati, la vitamina D e la SAMe, che agiscono ciascuno su un aspetto diverso dell'equilibrio emotivo, come vedremo più dettaglio di seguito.
L'iperico (Hypericum perforatum) è senza dubbio il candidato più ovvio al titolo di "antidepressivo naturale", sia nell'immaginario collettivo che nella letteratura scientifica.
I suoi benefici sulla regolazione dell'umore e sulla stabilità psicologica, attribuiti principalmente al suo contenuto di ipericina e iperforina, sono approvati dall'OMS. Interferisce con diversi sistemi di neurotrasmissione coinvolti nell'equilibrio emotivo (come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina), inibendone la ricaptazione. In questo modo ne aumenterebbe la disponibilità nelle sinapsi — le zone di scambio tra i neuroni — prolungandone gli effetti. Eserciterebbe inoltre un'influenza sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (risposta allo stress) e sui recettori che regolano l'eccitazione neuronale (GABA, glutammato) (2).
Il suo principale interesse risiede quindi nella sua azione su più bersagli neurotrasmettitoriali, che lo distingue da altri approcci più indiretti.
Proprio perché è tra i più studiati, ma anche per il suo ampio spettro di interazioni, l'iperico si presenta come il principio attivo più "farmacologico" di questa selezione e richiede quindi di essere assunto con una certa cautela (3).
Su consiglio del medico, puoi valutare un'integrazione con St John's Wort Extract, un estratto di iperico di alta qualità standardizzato in ipericina.
Lo zafferano (Crocus sativus) si presenta oggi come una delle sostanze più convincenti dal punto di vista clinico per il sostegno dell'umore.
Oggi, i ricercatori attribuiscono i suoi benefici sulla salute mentale a diversi composti bioattivi, tra cui la crocina e il safranal. Per spiegarne l'efficacia, sono stati ipotizzati diversi meccanismi biologici potenziali: una modulazione della trasmissione serotoninergica che modificherebbe la percezione emotiva e la reattività allo stress, una riduzione dello stress ossidativo neuronale, o ancora un'influenza sui fattori neurotrofici coinvolti nella plasticità cerebrale (4-5).
Focalizzato sulla stabilità dell'umore, e generalmente ben tollerato, lo zafferano si aggiunge alla lista dei promettenti "antidepressivi naturali". Esistono inoltre formule sinergiche che lo associano ad altri nutrienti per potenziarne gli effetti.
È il caso di SaffronMag Relax Complex, che combina un estratto di zafferano clinicamente studiato e pluripremiato con bisglicinato di magnesio, L-teanina e vitamina B6 per una regolazione ottimale dell'umore.
È ormai noto che il microbiota intestinale comunica con il sistema nervoso producendo numerosi metaboliti neuroattivi: acidi grassi a catena corta, triptofano, derivati indolici...
È quindi plausibile che alcuni probiotici, agendo su questo asse intestino-cervello, possano contribuire a una migliore regolazione dello stress e dell'equilibrio emotivo (6), ad esempio modulando la sintesi di alcuni neurotrasmettitori (tra cui la serotonina, prodotta in gran parte nell'intestino), attenuando l'infiammazione sistemica di basso grado, riducendo la permeabilità intestinale o interagendo con il sistema nervoso enterico e il nervo vago.
Si tratta di una pista di ricerca particolarmente interessante, poiché collega benessere emotivo, digestione, stress e resilienza psichica: è attualmente esplorata da chi studia gli "psicobiotici", una classe particolare di probiotici che mira proprio ad armonizzare questa comunicazione tra microbiota e cervello (7).
Lactoxira combina 8 ceppi di probiotici selezionati, frutto delle ultime scoperte nel campo delle neuroscienze.
La vitamina D non viene comunemente percepita come un "antidepressivo naturale". È tuttavia uno degli integratori scientificamente più accreditati in questo campo.
I suoi recettori sono infatti presenti in numerose regioni del cervello. Essenziale per il normale funzionamento del sistema immunitario, eserciterebbe più precisamente un ruolo neuro-immunitario e regolerebbe i livelli di infiammazione. Si sospetta quindi che interferisca con alcuni circuiti neurobiologici coinvolti nella regolazione dell'umore e che livelli insufficienti predispongano a una maggiore instabilità emotiva (8).
L'integrazione di vitamina D presenta quindi un interesse più legato al contesto specifico rispetto a quella di iperico o zafferano. Sebbene non costituisca una soluzione universale, trova una reale rilevanza nei soggetti con deficit o carenze, che trarranno beneficio dall'assunzione di integratori ad alto dosaggio (9).
Scegli Vitamin D3 5000 UI, in cui la vitamina D è incapsulata in capsule oleose per un assorbimento ottimale.
La SAMe (o S-adenosil-metionina) è una molecola prodotta naturalmente dall'organismo. Interviene nelle reazioni di metilazione, essenziali per numerosi processi biologici.
Nel cervello, svolgerebbe un ruolo nella sintesi e nel metabolismo di diversi neurotrasmettitori coinvolti nell'equilibrio emotivo, come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina. Parteciperebbe inoltre alla produzione dei fosfolipidi necessari alla fluidità delle membrane neuronali, nonché alla sintesi del glutatione, un antiossidante fondamentale. Influenzerebbe inoltre l'espressione dei geni legati al funzionamento neuronale (10).
Un principio attivo "di nicchia" molto meno conosciuto dal grande pubblico, più biochimico che botanico, che studio dopo studio si sta affermando come una nuova promessa tra gli "antidepressivi naturali".
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