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Alcohol Detox
Fegato e disintossicazione
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Descrizione
La formula all’avanguardia per affrontare i postumi della “sbornia” e altri effetti nocivi dell’alcol
  • Ricco di estratti standardizzati di cardo mariano e Picrorhiza kurroa, con proprietà epatoprotettive.
  • Punta sui derivati solforati delle cellule (N-acetil-cisteina, sodio R-lipoato…).
  • Contiene tiamina, che contribuisce al normale funzionamento del sistemanervoso.
  • Contiene vitamina C, spesso carente durante il consumo cronico di alcol.
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Uomo con i postumi dell’ubriachezza a letto, con le mani sulla testa

Alcohol Detox: integratore per i postumi dell’ubriachezza

Alcohol Detox è un integratore alimentare che riunisce le migliori sostanze attive per limitare i disturbi correlati al consumo eccessivo di alcol. Contiene degli estratti vegetali dedicati alla salute del fegato e fornisce anche delle vitamine, la cui assimilazione o il cui consumo sono potenzialmente alterati dal metabolismo dell’etanolo. La sua formulazione sinergica agisce anche a livello cellulare per sostenere i processi di disintossicazione.

Che cosa contiene Alcohol Detox, l’integratore ideale per le serate alcoliche e il dopo-festa?

L’integratore alimentare Alcohol Detox per i postumi dell’ubriachezza riunisce dei principi attivi eccezionali per facilitare il recupero dell’organismo nel caso di una notevole assunzione di alcol:

  • N-acetil-cisteina (NAC). Questo derivato dell’aminoacido cisteina è di grande interesse per i ricercatori grazie al suo stretto legame con la sintesi del glutatione e alla sua influenza sui livelli di acetaldeide (1-2).
  • Vitamina C. Contribuisce a proteggere le cellule dallo stress ossidativo, aumentato dall’assunzione di bevande alcoliche. Alcuni studi sembrano peraltro indicare una correlazione tra consumo importante di alcol (> 80 g al giorno) e comparsa dello scorbuto (3).
  • Sodio R-lipoato. Sale derivato dall’acido alfa-lipoico, un prezioso composto solforato, giocherebbe un ruolo importante nel riciclaggio del glutatione (4).
  • Tiamina. Questa forma idrosolubile di vitamina B1 contribuisce al mantenimento di un normale metabolismo energetico e al normale funzionamento del sistema nervoso (5). È qui associata alla benfotiamina, derivato liposolubile della tiamina, per una maggiore efficacia (6).
  • Asparagina. Uno studio condotto con gruppi di controllo suggerisce un legame plausibile tra la diminuzione dei livelli sierici di asparagina, un aminoacido proteinogeno, e la successiva diagnosi di una patologia legata all’alcol (7).
  • Estratto di cardo mariano (Silybum marianum), standardizzato all’80% di silimarina. Originario del bacino del Mediterraneo, era già apprezzato dagli antichi greci per alleviare i disturbi del fegato. Partecipando al mantenimento di una funzione epatica normale , eserciterebbe un’azione rigenerativa e protettiva sugli epatociti grazie al suo principio attivo primario, la silimarina (8).
  • Estratto di katuki (Picrorhiza kurroa). Cresce ad alta quota sulle pendici dell’Himalaya e viene paragonato alla genziana indiana nella medicina ayurvedica. Le sue radici favoriscono il normale funzionamento del fegato, con una notevole attività epatoprotettiva (9).
  • Estratto di kudzu (Pueraria lobata). Le proprietà adattogene di questa liana rampicante appassionano la comunità scientifica. Uno studio ha evidenziato delle prospettive promettenti esaminandone gli effetti sull’assuefazione del bevitore cronico (10).

Attenzione: l’integratore Alcohol Detox non ha tuttavia lo scopo di ridurre il livello di etanolo nel sangue.

Come si elimina l’etanolo?

Con la formula chimica C2H5OH, l’etanolo (o alcol etilico) è la molecola psicotropa comune a tutte le bevande alcoliche. Parzialmente assorbito dallo stomaco, il suo riassorbimento avviene principalmente a livello intestinale. In seguito raggiunge il fegato attraverso la circolazione portale per essere degradato (fino all’80%).

Il metabolismo dell’alcol coinvolge tre grandi enzimi: l’alcol deidrogenasi (ADH), il citocromo P450 e la catalasi, che si occupano di convertire l’etanolo in acetaldeide, che sarà poi trasformata in acetato da un quarto enzima, l’aldeide deidrogenasi (ALDH). Questi meccanismi rimangono più o meno efficaci a seconda dell’età, del peso, dell’origine etnica o dell’assunzione di farmaci.

Quali sono le conseguenze di un consumo eccessivo di alcol sul fegato e sul cervello?

L’assunzione eccessiva di alcol comporta solitamente una serie di disturbi temporanei: mal di testa, sete intensa, stanchezza, nausea, vertigini, intolleranza alla luce o al rumore, irritabilità... Si parla di veisalgia, o più comunemente “postumi da sbornia” (11). Questi sintomi variabili culminano quando l’alcolemia scende azero e possono persistere per 24 ore. Spesso banalizzati, questi disturbi non devono tuttavia essere presi alla leggera, poiché possono alterare il livello di vigilanza, il processo decisionale o la coordinazione dei movimenti.

Quando diventa ricorrente, il consumo di alcol modifica il metabolismo di grassi e zuccheri. Ciò si traduce in un eccessivo sviluppo di trigliceridi nel tessuto epatico, che causa un fenomeno chiamato steatosi. Inoltre, l’accumulo di acetaldeide genera la formazione di radicali liberi e la glicazione delle proteine, ostacolando la produzione di glutatione, tripeptide protettivo delle cellule. Si crea così un terreno favorevole alle infiammazioni croniche del fegato e del tratto digestivo (12-13).

I danni provocati dall’etanolo interessano anche il sistema nervoso centrale, in particolare le regioni della corteccia frontale (inibizione, autocontrollo...), dell’ippocampo (memoria), del cervelletto (equilibrio) e del midollo del tronco cerebrale (funzioni autonome come ritmo cardiaco, pressione sanguigna...) (14). Questo spiega la pluralità di disturbi fisici o comportamentali sperimentati dopo una serata troppo alcolica.

Qual è il legame tra alcol e assimilazione delle vitamine?

L’alcol in eccesso aumenta anche il rischio di carenze vitaminiche. In particolare, diversi studi suggeriscono una relazione tra il consumo significativo di alcol e una carenza di vitamine A, B1, B9 e C (15).

Se i meccanismi attuati rimangono ancora sconosciuti, sono oggi avanzate diverse ipotesi per giustificare questa condizione:

  • un’alterazione nell’assorbimento, nella conservazione o nel metabolismo delle sostanze vitaminiche;
  • un “furto delle vitamine” da parte dell’alcol stesso, per soddisfare le reazioni metaboliche proprie o indotte;
  • la sostituzione parziale o totale dell’apporto calorico giornaliero con le calorie “vuote” dell’alcol (ricordiamo, tra l’altro, che 1 g di etanolo = 7 kcal).

Come combattere i postumi dell’ubriachezza?

Se i rimedi della nonna contro i postumi dell’ubriachezza si contendono i meriti, pochi tra questi si sono dimostrati realmente efficaci. Il tempo rimane il miglior alleato per permettere all’organismo di degradare l’etanolo ed eliminarne i sottoderivati nocivi.

Tuttavia, si possono adottare degli accorgimenti per evitare il peggioramento dei sintomi.

  • Mantieniti idratato. L’alcol inibisce la vasopressina, l’ormone che regola la ritenzione idrica a livello renale (16). La minzione è quindi più frequente. Per prevenire la disidratazione, si consiglia quindi di bere regolarmente acqua naturale, brodo o succhi di verdura ricchi di sali minerali per mantenere un buon equilibrio elettrolitico.
  • Fai attenzione al paracetamolo. Le interazioni tra alcol e paracetamolo sono particolarmente complesse e sono oggetto di numerosi dibattiti scientifici. Sono stati tuttavia riportati casi gravi di epatotossicità nei soggetti alcolisti, che devono indurre a fare attenzione (17-18). Per quanto riguarda gli analgesici a base di aspirina o ibuprofene, possono irritare una mucosa gastrica già indebolita.
  • Mangia leggero. Per disintossicare il fegato e non sovraccaricarlo, preferisci dei cibi facilmente digeribili come uova in camicia, pesce magro o verdure al vapore. Alcuni ingredienti rimineralizzanti, presenti ad esempio nella banana o nel miele, forniscono anche una buona spinta (19). Evita invece gli agrumi, che potrebbero accentuare il bruciore di stomaco.

Con quali integratori alimentari associare Alcohol Detox?

Per rimetterti in piedi dopo una serata troppo allegra e alleviare i postumi dell’ubriachezza, pensa anche a:

  • Dihydromyricetin, integratore naturale di diidromiricetina, il flavonoide di riferimento per il dopo-festa (20);
  • LIV 52®, concentrato di otto piante ayurvediche disintossicanti sostenuto da 180 studi clinici.
Composizione
Dose giornaliera: 1 capsula
Numero di dosi per scatola: 120
Quantità per dose
N-acetil-cisteina 125 mg
Acido ascorbico 125 mg
Sodio R-lipoato 50 mg
Tiamina HCl 50 mg
Asparagina 50 mg
Cardo mariano 80 % silimarina 50 mg
Picrorhiza kurroa 4 % Kutkin 50 mg
Kudzu 40 % isoflavoni 50 mg
Benfotiamin 25 mg
Altri ingredienti: gomma d'acacia, farina di riso.
Consigli di utilizzo
Adulti. Assumere una capsula con ogni bicchiere di alcol.
Attenzione: Alcohol Detox non protegge contro lo stato di ebbrezza e non influisce sul tasso alcolico presente nel sangue. Alcohol Detox diminuisce sensibilmente gli effetti nocivi dell'alcol: bocca impastata, denutrizione, stress ossidativo, tossicità epatica e neurologica.
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Qualità
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Rapporto qualità-prezzo
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MESSADI Samir
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Réduit réellement les effets désastreuses de la consommation excèssive d'alcool..

Christian Chevalier
3
Produit vraiment très cher. Une alternative moins sophistiquée mais quand même efficace serait la bienvenue
VLIEGHE Emmanuelle
5
Product beantwoordt totaal aan verwachtingen,
GOREUX Anne
5
Cela me convient
GOREUX Anne
4
comme je bois de l'alcool je le prends !
Bibliografia
  1. Šalamon Š, Kramar B, Marolt TP, Poljšak B, Milisav I. Medical and Dietary Uses of N-Acetylcysteine. Antioxidants (Basel). 2019;8(5):111. Published 2019 Apr 28. doi:10.3390/antiox8050111
  2. Vasdev S, Mian T, Longerich L, Prabhakaran V, Parai S. N-acetyl cysteine attenuates ethanol induced hypertension in rats. Artery. 1995;21(6):312-6. PMID: 8833231.
  3. Lim DJ, Sharma Y, Thompson CH. Vitamin C and alcohol: a call to action. BMJ Nutr Prev Health. 2018;1(1):17-22. Published 2018 Dec 5. doi:10.1136/bmjnph-2018-000010
  4. Pirlich M, Kiok K, Sandig G, Lochs H, Grune T. Alpha-lipoic acid prevents ethanol-induced protein oxidation in mouse hippocampal HT22 cells. Neurosci Lett. 2002 Aug 9;328(2):93-6. doi: 10.1016/s0304-3940(02)00415-9. PMID: 12133563.
  5. Langlais PJ. Alcohol-Related Thiamine Deficiency: Impact on Cognitive and Memory Functioning. Alcohol Health Res World. 1995;19(2):113-121.
  6. Manzardo AM, He J, Poje A, Penick EC, Campbell J, Butler MG. Double-blind, randomized placebo-controlled clinical trial of benfotiamine for severe alcohol dependence. Drug Alcohol Depend. 2013;133(2):562-570. doi:10.1016/j.drugalcdep.2013.07.035
  7. Kärkkäinen O, Klåvus A, Voutilainen A, Virtanen J, Lehtonen M, Auriola S, Kauhanen J, Rysä J. Changes in Circulating Metabolome Precede Alcohol-Related Diseases in Middle-Aged Men: A Prospective Population-Based Study With a 30-Year Follow-Up. Alcohol Clin Exp Res. 2020 Dec;44(12):2457-2467. doi: 10.1111/acer.14485. Epub 2020 Nov 2. PMID: 33067815.
  8. Gillessen A, Schmidt HH. Silymarin as Supportive Treatment in Liver Diseases: A Narrative Review. Adv Ther. 2020;37(4):1279-1301. doi:10.1007/s12325-020-01251-y
  9. Rastogi R, Saksena S, Garg NK, Kapoor NK, Agarwal DP, Dhawan BN. Picroliv protects against alcohol-induced chronic hepatotoxicity in rats. Planta Med. 1996 Jun;62(3):283-5. doi: 10.1055/s-2006-957882. PMID: 8693047.
  10. Penetar DM, Toto LH, Lee DY, Lukas SE. A single dose of kudzu extract reduces alcohol consumption in a binge drinking paradigm. Drug Alcohol Depend. 2015;153:194-200. doi:10.1016/j.drugalcdep.2015.05.025
  11. Swift R, Davidson D. Alcohol hangover: mechanisms and mediators. Alcohol Health Res World. 1998;22(1):54-60.
  12. Patel R, Mueller M. Alcoholic Liver Disease. [Updated 2022 Jan 19]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK546632/
  13. Lieber CS. Metabolic effects of acetaldehyde. Biochem Soc Trans. 1988 Jun;16(3):241-7. doi: 10.1042/bst0160241. PMID: 3181606.
  14. Nutt D, Hayes A, Fonville L, et al. Alcohol and the Brain. Nutrients. 2021;13(11):3938. Published 2021 Nov 4. doi:10.3390/nu13113938
  15. Hoyumpa AM. Mechanisms of vitamin deficiencies in alcoholism. Alcohol Clin Exp Res. 1986 Dec;10(6):573-81. doi: 10.1111/j.1530-0277.1986.tb05147.x. PMID: 3544907.
  16. Madeira MD, Sousa N, Lieberman AR, Paula-Barbosa MM. Effects of chronic alcohol consumption and of dehydration on the supraoptic nucleus of adult male and female rats. Neuroscience. 1993 Oct;56(3):657-72. doi: 10.1016/0306-4522(93)90363-k. PMID: 8255426.
  17. Prescott LF. Paracetamol, alcohol and the liver. Br J Clin Pharmacol. 2000;49(4):291-301. doi:10.1046/j.1365-2125.2000.00167.x
  18. Mofredj A, Cadranel JF, Darchy B, Barbare JC, Cazier A, Pras V, Biour M. Toxicité hépatique du paracétamol à dose thérapeutique chez le sujet éthylique chronique. A propos de 2 cas d'hépatite mortelle chez des patients cirrhotiques [Hepatotoxicity caused by therapeutic doses of paracetamol in alcoholics. Report of 2 cases of fatal hepatitis in cirrhosis]. Ann Med Interne (Paris). 1999 Oct;150(6):507-11. French. PMID: 10615538.
  19. Shi, Peiying et al. “Honey reduces blood alcohol concentration but not affects the level of serum MDA and GSH-Px activity in intoxicated male mice models.” BMC complementary and alternative medicine vol. 15 225. 14 Jul. 2015, doi:10.1186/s12906-015-0766-5
  20. Shen Y, Lindemeyer AK, Gonzalez C, et al. Dihydromyricetin as a novel anti-alcohol intoxication medication. J Neurosci. 2012;32(1):390-401. doi:10.1523/JNEUROSCI.4639-11.2012

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