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Vitamina B12 e valori di riferimento: come interpretare i risultati delle tue analisi del sangue?

2026-11-04

La vitamina B12, o cobalamina, contribuisce al processo di divisione cellulare e al funzionamento del sistema nervoso. Con l’evoluzione delle abitudini alimentari, monitorare i propri livelli di vitamina B12 diventa fondamentale. Ma come interpretare i risultati delle analisi del sangue?

📌︎ Da ricordare
  • ✓La vitamina B12 contribuisce, tra l’altro, al normale funzionamento del sistema nervoso, alla normale formazione dei globuli rossi e al processo di divisione cellulare.
  • ✓Un valore inferiore a 180 pg/mL può indicare una carenza di vitamina B12, mentre valori tra 180 e 350 pg/mL indicano la possibilità di una carenza.
  • ✓L’olotranscobalamina, l’acido metilmalonico (MMA) e l’omocisteina possono completare l’analisi del sangue nei casi in cui l’interpretazione del risultato sia incerta.
  • ✓I vegetariani, i vegani, gli anziani e le persone con disturbi dell’assorbimento sono più esposti al rischio di carenza di vitamina B12.
  • ✓Gli alimenti di origine animale sono la principale fonte di vitamina B12. Se l’apporto è insufficiente o in particolari situazioni a rischio, si può valutare un’integrazione adatta alle esigenze individuali.

Tutto quello che c’è da sapere sulla vitamina B12

Perché effettuare un esame del sangue per la vitamina B12?

Esame della vitamina B12: a chi è indicato?

Il dosaggio ematico della vitamina B12, o cobalamina, viene generalmente effettuato quando si sospetta una carenza:

  • stanchezza intensa e persistente;
  • anomalie dell’emocromo (anemia, macrocitosi…);
  • disturbi nervosi (formicolio, nebbia mentale, disturbi dell’equilibrio, debolezza muscolare…).

Poiché la vitamina B12 è presente essenzialmente negli alimenti di origine animale, l’esame del sangue può essere utile anche per le persone che seguono una dieta vegana o vegetariana rigorosa.

Una revisione pubblicata nel 2026 sottolinea la necessità di monitorare l’apporto e lo stato di vitamina B12 in queste popolazioni (1).

Quando l’apporto alimentare è insufficiente, le riserve di vitamina B12 dell’organismo diminuiscono progressivamente. L’integrazione permette quindi di apportare direttamente la vitamina B12 che l’alimentazione non fornisce.

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L’età è un altro fattore da tenere in considerazione. Nelle persone anziane, il rischio di carenza aumenta in particolare perché l’assorbimento digestivo della vitamina B12 può diventare meno efficace, indipendentemente dalle quantità assunte (2).

Richiedono una particolare attenzione anche alcune situazioni specifiche, come l’assunzione prolungata di metformina o di farmaci che riducono l’acidità gastrica, nonché alcune malattie o interventi chirurgici che riguardano lo stomaco o l’intestino.

Come si esegue il dosaggio della vitamina B12 nel sangue?

Per verificare il livello di vitamina B12 nel sangue, è necessario un prelievo di sangue venoso.

Il prelievo non richiede il digiuno; alcuni laboratori, tuttavia, possono consigliare di restare a digiuno da sei a otto ore prima dell’esame.

È necessario segnalare un’eventuale recente assunzione di integratori di vitamina B12, poiché può influenzare il risultato dell’analisi.

Valori di riferimento della vitamina B12: gli intervalli di laboratorio

Valori normali, valori limite e carenza: il dosaggio della vitamina B12 totale

I risultati sono generalmente espressi in pg/mL (picogrammi per millilitro) o in pmol/L (picomoli per litro).

Livello di vitamina B12 totale Interpretazione
Meno di 180 pg/mL (133 pmol/L) Carenza accertata di vitamina B12
Da 180 a 350 pg/mL (da 133 a 258 pmol/L) Risultato indeterminato – possibile carenza di vitamina B12
Oltre 350 pg/mL (>258 pmol/L) Carenza di vitamina B12 poco probabile

Fonte: Interpretazione dei risultati dei test della vitamina B12 totale o attiva, National Institute for Health and Care Excellence (NICE), 2024 (3).

Esami complementari: olotranscobalamina, MMA e omocisteina

Il livello di vitamina B12 misurato nel sangue non riflette tuttavia sempre l’effettiva disponibilità della vitamina B12 a livello cellulare (4).

Per completare il quadro possono servire altri marcatori:

  • L’olotranscobalamina (holoTC), detta anche “vitamina B12 attiva”, corrisponde alla quantità di cobalamina effettivamente disponibile per le cellule dell’organismo (circa un quarto della cobalamina circolante). Il suo dosaggio permette di stimare la quantità di vitamina B12 che le cellule ricevono realmente (5).
  • L’acido metilmalonico (MMA) permette di andare oltre, valutando indirettamente ciò che accade all’interno delle cellule: questo marcatore aumenta quando alle cellule manca davvero la vitamina B12.
  • L’omocisteina è un altro marcatore utile, perché il suo livello può aumentare quando all’organismo manca la vitamina B12. Tuttavia, anche una carenza di folati (vitamina B9) può provocarne l’aumento. Lo stato di vitamina B12 e quello dei folati possono quindi essere valutati insieme.

Uno studio condotto su 545 persone suggerisce che il dosaggio della vitamina B12 totale possa non essere sufficiente a rilevare una carenza funzionale: tra i vegetariani, ad esempio, il 60% presentava livelli elevati di MMA e il 72% livelli bassi di holoTC, mentre solo il 30% aveva livelli bassi di vitamina B12 totale. Gli autori concludono che olotranscobalamina e MMA riflettono meglio lo stato di vitamina B12 rispetto al dosaggio totale nel sangue, pur con una minore affidabilità nelle persone con insufficienza renale (6).

Carenza di vitamina B12: cause e meccanismi di assorbimento

I problemi di assorbimento

Per essere assorbita, la vitamina B12 compie nell’organismo un tragitto complesso, che coinvolge diversi meccanismi digestivi: i:

  • Nello stomaco, la vitamina B12 contenuta negli alimenti viene prima liberata grazie all’acidità gastrica. Si lega poi all’aptocorrina, una proteina che la accompagna fino all’intestino (7).
  • Nell’intestino, gli enzimi contenuti nel succo pancreatico degradano l’aptocorrina, liberando così la vitamina B12. Quest’ultima può quindi legarsi al fattore intrinseco, una proteina prodotta dallo stomaco e indispensabile per assorbirla.
  • Il complesso formato da vitamina B12 e fattore intrinseco prosegue poi fino all’ultimo tratto dell’intestino tenue. È qui che la vitamina B12 può essere assorbita dall’organismo.
  • Una volta entrata nel sangue, una parte della vitamina B12 si lega a un’altra proteina, la transcobalamina II, che la trasporta fino alle cellule. Da questa associazione si forma l’olotranscobalamina, o “vitamina B12 attiva”, menzionata in precedenza.

Se una di queste fasi non funziona correttamente, l’assorbimento o il trasporto della vitamina B12 nell’organismo può risultare compromesso.

Chi sono le persone a rischio do carenza?

Alcune persone presentano un rischio maggiore di carenza di vitamina B12 a causa di un apporto insufficiente o di un assorbimento ridotto:

  • I vegetariani e i vegani, poiché la vitamina B12 si trova quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale.
  • Gli anziani affetti da ipocloridria, ovvero con una produzione insufficiente di acido cloridrico, condizione che altera la normale digestione degli alimenti.
  • Le persone in trattamento farmacologico, in particolare con metformina (utilizzata nel trattamento del diabete di tipo 2) o inibitori della pompa protonica (IPP), usati contro il reflusso gastrico. I dati clinici suggeriscono che questi farmaci potrebbero alterare l’assorbimento della vitamina B12 in caso di trattamento prolungato (8).
  • Le persone che hanno subito un intervento di chirurgia bariatrica o alcuni interventi allo stomaco o all’intestino, che possono alterare i meccanismi necessari all’assorbimento della vitamina B12 (9).
  • Le persone affette dalla malattia di Biermer, una patologia autoimmune che impedisce all’organismo di produrre correttamente il fattore intrinseco necessario all’assorbimento della vitamina B12.

Una revisione scientifica pubblicata nel 2025 suggerisce che tra i principali fattori di rischio di carenza di vitamina B12 rientrino l’età, un’alimentazione povera di questa vitamina, alcuni problemi di malassorbimento e l’assunzione di farmaci come la metformina o gli IPP (10).

Le conseguenze di un livello troppo basso

Un livello troppo basso di vitamina B12 può avere ripercussioni su diverse funzioni dell’organismo.

La vitamina B12 contribuisce infatti alla normale formazione dei globuli rossi, al normale funzionamento del sistema nervoso e a un normale metabolismo energetico. Aiuta inoltre a ridurre l’affaticamento.

Tra le conseguenze di un livello troppo basso si possono citare:

  • Anomalie ematologiche come la macrocitosi, ovvero un aumento delle dimensioni dei globuli rossi. Quando si associa ad anemia, possono comparire affaticamento, pallore e affanno sotto sforzo (11).
  • Disturbi neurologici, poiché la vitamina B12 svolge un ruolo nel mantenimento della mielina, la guaina che protegge le fibre nervose. Una carenza prolungata può compromettere il funzionamento dei nervi e manifestarsi con formicolio, intorpidimento o disturbi dell’equilibrio (12).
  • Un aumento dell’omocisteina, poiché la vitamina B12 partecipa normalmente al suo metabolismo. In caso di carenza, l’omocisteina può accumularsi nel sangue. Concentrazioni elevate sono associate a un maggior rischio cardiovascolare (13).
  • Disturbi dell’umore e sintomi depressivi possono far parte del quadro di una carenza di vitamina B12. Diversi studi riportano inoltre un’associazione tra bassi livelli di vitamina B12 e depressione (14).

Livelli elevati di vitamina B12: c’è da preoccuparsi?

Un livello di vitamina B12 superiore a 1.000 pg/mL può avere diverse origini. Alcune cause sono benigne, mentre altre richiedono un parere medico.

Un’integrazione eccessiva

Un’integrazione prolungata o a dosi elevate di vitamina B12 può portare a concentrazioni ematiche superiori ai valori di riferimento (15).

Ecco perché è importante adattare l’integrazione alle esigenze individuali ed evitare di integrare di propria iniziativa per periodi prolungati.

Malattie epatiche

La vitamina B12 viene immagazzinata soprattutto nel fegato, in grandi quantità. Alcune malattie epatiche (epatiti, cirrosi, disturbi biliari) possono alterarne l’immagazzinamento e il rilascio, con conseguente aumento della sua concentrazione nel sangue (16).

Disturbi ematologici

Alcune malattie ematologiche, che colpiscono il sangue o il midollo osseo (dove vengono prodotte le cellule del sangue), possono accompagnarsi a livelli elevati di vitamina B12.

È il caso delle sindromi mieloproliferative, malattie in cui il midollo osseo produce un numero eccessivo di cellule del sangue.

Questa produzione può accompagnarsi a un aumento delle proteine che trasportano la vitamina B12 nel sangue, con il risultato che la vitamina B12 misurata dall’esame risulta più alta (17).

Una disfunzione renale

L’insufficienza renale può, in particolare, alterare il metabolismo e le concentrazioni delle proteine che trasportano la vitamina B12 nel sangue, contribuendo così all’aumento dei livelli ematici di vitamina B12 (18).

Malattie infiammatorie o autoimmuni

Alcune malattie infiammatorie o autoimmuni possono accompagnarsi a livelli ematici elevati di vitamina B12. Questo aumento sarebbe legato ad alterazioni delle proteine che trasportano la vitamina B12 nel sangue, la cui concentrazione può aumentare nel corso di alcuni processi patologici (19).

< 180 pg/mL corrisponde a una carenza accertata di vitamina B12.
Un valore compreso tra 180 e 350 pg/mL indica una possibile carenza di vitamina B12.
> 350 pg/mL indica che una carenza di vitamina B12 è improbabile.
> 1.000 pg/mL è considerato un valore elevato che va interpretato in base al contesto.

Come mantenere un livello ottimale di vitamina B12?

Le fonti alimentari naturali

Nelle persone che consumano prodotti di origine animale, un’alimentazione varia è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno di vitamina B12.

La B12 Si trova naturalmente nella carne e nelle frattaglie, nel pesce, nei frutti di mare, nelle uova e nei latticini. Ecco alcuni alimenti particolarmente ricchi di vitamina B12.

Alimento Contenuto di vitamina B12 (µg/100 g)
Fegato di agnello crudo 95,8
Rognone di agnello brasato 78,9
Lumaca di mare cotta 60,7
Fegato di agnello cotto 60
Fegato di vitello cotto 52,6
Vongola cotta 39,5
Cuore (mollusco) cotto 38
Polpo cotto 36
Ostrica cruda 28,6
Sardina sott’olio in scatola, sgocciolata 20
Cozza cotta in acqua 17,6
Aringa alla griglia o in padella 14,1
Tonno rosso crudo 9,43
Salmone selvatico crudo 4,84

Fonte: Anses, Tabella di composizione nutrizionale degli alimenti – Ciqual 2025 (20).

Integratori: quale forma di vitamina B12 scegliere?

Quando l’apporto alimentare è insufficiente o il fabbisogno non è soddisfatto, si può prendere in considerazione l’integrazione di vitamina B12.

Nella scelta dell’integratore bisogna tenere conto sia della forma di vitamina B12 (non tutte le forme sono uguali) sia il dosaggio.

La metilcobalamina è una forma coenzimatica della vitamina B12, naturalmente presente nell’organismo. È in questa forma che la vitamina B12 svolge alcune delle sue funzioni nelle cellule (21).

Si distingue dalla cianocobalamina, una forma sintetica che l’organismo deve trasformare per ottenere le forme coenzimatiche della vitamina B12.

Anche la forma farmaceutica è importante.

Quando la vitamina B12 viene ingerita, il suo assorbimento intestinale è limitato: solo una parte della dose assunta raggiunge la circolazione sanguigna.

La via sublinguale mette la vitamina B12 a contatto con una mucosa fortemente vascolarizzata.

Questa via di somministrazione si è dimostrata particolarmente efficace per aumentare le concentrazioni ematiche di vitamina B12 (22).

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Può inoltre essere utile sfruttare l’azione di tutte le vitamine del complesso B, ciascuna con i propri benefici fisiologici.

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La vitamina B12 è solo uno dei tasselli di un equilibrio nutrizionale più ampio.

Altri composti contribuiscono alla protezione delle cellule, come il glutatione, un antiossidante prodotto naturalmente dall’organismo, che partecipa ai sistemi di difesa cellulare contro lo stress ossidativo.

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Cosa ricordare sui valori di riferimento della cobalamina

  • Il dosaggio della vitamina B12 nel sangue è un primo indicatore dello stato di cobalamina. Se il risultato si trova in una zona limite, altri marcatori come l’olotranscobalamina o l’acido metilmalonico possono completare il quadro.
  • Un livello troppo basso può essere legato a un apporto insufficiente o a un malassorbimento. Ma anche, un livello anormalmente elevato, se non dovuto a un’integrazione, richiede un parere medico.
  • Un’alimentazione che fornisca una quantità sufficiente di vitamina B12 contribuisce al mantenimento di livelli adeguati. Si può valutare un’integrazione adatta alle esigenze individuali quando l’apporto alimentare non basta o in particolari situazioni a rischio.

Se il risultato è fuori dai valori di riferimento del laboratorio, chiedi un parere al tuo medico.

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Bibliografia

  1. Kraselnik A, Hernández RM, Laviano J. Vitamin B12 in adults on vegetarian and vegan diets. Medicina (B Aires). 2026;86(3):733-741. PMID: 42330387. 🔗
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