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Invecchiamento digestivo: uno studio analizza il legame fra funzionalità intestinale ed età

2026-07-07

L'invecchiamento può alterare il transito intestinale, la digestione e l'equilibrio del microbiota. Una recente revisione ha esaminato questi cambiamenti per comprenderne meglio i meccanismi e gli effetti sull'organismo.

Come l'invecchiamento può influire sulla digestione

L'apparato digestivo alla prova dell'età: stitichezza, diarrea e sintomi atipici

Con l'avanzare dell'età, l'apparato digestivo può diventare più sensibile e possono comparire alcuni disturbi del transito intestinale.

Tra questi, il più comune è la stitichezza, che colpisce la maggior parte degli anziani.

Essa è spesso legata a un rallentamento del transito intestinale, a una ridotta motilità del colon e a un apporto insufficiente di fibre alimentari o di acqua (1).

In alcuni casi, può evolvere in un fecaloma, fonte di disagio e di potenziali complicazioni.

La diarrea, invece, è generalmente più complessa da analizzare: può comparire in un contesto di politerapia, malassorbimento, proliferazione batterica (SIBO) o disbiosi.

Nelle persone fragili, il rischio di disidratazione è reale e può aggravare rapidamente lo stato di salute generale.

Con l'avanzare dell'età possono manifestarsi anche altri segni, più discreti: perdita di appetito, dimagrimento, fastidio digestivo diffuso o sensazione di malessere addominale...

Questi sintomi rendono talvolta più difficile la diagnosi, in particolare in caso di multimorbilità.

Una recente revisione scientifica (2) ha analizzato proprio questi cambiamenti dell'apparato digerente legati all'invecchiamento.

I risultati indicano che in realtà il tubo digerente non "degenera" con l'età: piuttosto, diventa meno efficiente e più vulnerabile, con sintomi talvolta atipici, in particolare nelle persone fragili o con multimorbilità.

Scopriamo insieme i dettagli di questo studio e il suo impatto sul mantenimento dell'equilibrio del sistema digestivo.

Cosa rivela lo studio sui meccanismi dell'invecchiamento digestivo

Secondo lo studio “Age-related changes of the gastrointestinal tract”, l'invecchiamento digestivo è costituito da diversi cambiamenti progressivi, che riguardano sia le funzioni che la struttura del tratto digestivo.

Alcune secrezioni digestive, ad esempio, possono diminuire con il tempo: è il caso, in particolare, dell'acido gastrico (3) o di alcuni enzimi.

Questo può incidere sulla digestione e favorire, in alcuni casi, un malassorbimento dei nutrienti.

Anche lo svuotamento gastrico può risultare leggermente più lento, con una conseguente sensazione di digestione più pesante o più lunga dopo i pasti.

Pure il microbiota intestinale tende a modificarsi con il tempo.

Alcuni batteri considerati benefici diminuiscono, favorendo uno squilibrio della flora intestinale, noto anche come disbiosi, che potrebbe influenzare non solo il transito intestinale ma anche la tolleranza digestiva complessiva.

Allo stesso tempo, la mucosa intestinale può diventare più vulnerabile: la barriera intestinale, che svolge un ruolo chiave nella protezione dell'organismo, tende a perdere efficacia.

Questo cambiamento può accompagnarsi a un aumento della permeabilità intestinale.

L'accumulo di questi sintomi rischia di compromettere l'equilibrio digestivo, in particolare nelle persone anziane già esposte ad altri fattori di fragilità o malnutrizione.

Un approccio globale per preservare l'equilibrio intestinale

Negli anziani, il benessere digestivo raramente dipende da un unico fattore.

Dipende piuttosto da un insieme di elementi: l'alimentazione, l'idratazione, l'attività fisica, l'assunzione di farmaci, la qualità del microbiota intestinale e la regolarità del transito.

Un'alimentazione adeguata, sufficientemente ricca di fibre solubili e insolubili e associata a una buona idratazione, resta una base igienica semplice ma essenziale.

Allo stesso modo, l'attività fisica, anche moderata, può contribuire a sostenere la motilità digestiva.

In un contesto di gestione globale del problema, alcuni approcci complementari sono oggi oggetto di studio per il loro potenziale sostegno all'ecosistema intestinale.

I probiotici, ad esempio, sono oggetto di numerose ricerche per il loro ruolo di supporto dell'equilibrio del microbiota intestinale, in particolare in caso di disbiosi o disturbi del transito.

-Scopri Probio Forte, un integratore alimentare composto da 8 miliardi di microrganismi per capsula, pensato per sostenere l'equilibrio del microbiota intestinale.

-Scopri Saccharomyces Boulardii, una formula a base di lievito probiotico, studiata per il benessere digestivo, in particolare in caso di squilibrio intestinale.

Le fibre, soprattutto quelle solubili come lo psillio (4), possono essere utilizzate per favorire un transito intestinale regolare.

-Scopri Psyllium Husk, una fonte di fibre solubili, formulata per favorire la regolarità del transito intestinale.

Anche il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare, compresa quella coinvolta nel transito intestinale. In ambito di medicina naturale, è spesso consigliato come supporto in caso di stitichezza lieve.

-Scopri l'integratore alimentare Magnesium Orotate, a base di una forma ben tollerata, adatta a un'assunzione prolungata.

Gli enzimi digestivi sono talvolta utilizzati in caso di digestione lenta o di fastidio dopo i pasti.

-Scopri Digestive Enzymes, una formula composta dai 15 enzimi digestivi più efficaci per favorire la digestione.

La vitamina D, dal canto suo, contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario ed è studiata per il suo ruolo nell'equilibrio generale dell'organismo.

-Scopri Vitamin D3 1000 UI, un integratore di vitamina D pensato per un'integrazione quotidiana.

Spesso consigliata per sostenere la mucosa intestinale, la L-glutammina è oggetto di studi per il suo potenziale ruolo nel metabolismo intestinale (5).

-Scopri l'integratore alimentare L-Glutamine, che offre un eccellente apporto di 3 g al giorno.

Gli omega-3, infine, sono oggetto di studio per i loro potenziali effetti sull'equilibrio infiammatorio generale.

-Scopri Super Omega 3, un integratore alimentare ad alta concentrazione di EPA e DHA per un apporto mirato.

Questi approcci restano complementari e, in caso di assunzione di farmaci, è bene discuterne con un medico per verificare eventuali interazioni. Più in generale, l'invecchiamento digestivo richiede un approccio globale, adattato al profilo e al livello di fragilità di ogni persona.

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Bibliografia

  1. Forootan, M., Bagheri, N., & Darvishi, M. (2018). Chronic constipation: A review of literature. https://journals.lww.com/md-journal/fulltext/2018/05180/chronic_constipation__a_review_of_literature.6.aspx
  2. Pilotto, A., Custodero, C., Crudele, L., Morganti, W., Veronese, N., & Franceschi, M.. Age-related changes of the gastrointestinal tract. The Lancet Gastroenterology & Hepatology. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41075808/
  3. Dumic, I., Nordin, T., Jecmenica, M., Stojic, M. S., Milosavljevic, T., & Lalosevic, M. S.. The gastrointestinal tract of the elderly: More than just old age. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30792972/
  4. Lambeau, K. V., & McRorie, J. W., Jr. Fiber supplements and clinically proven health benefits: How to recognize and recommend an effective fiber therapy. https://journals.lww.com/jaanp/citation/2017/04000/fiber_supplements_and_clinically_proven_health.9.aspx
  5. Kim, M. H., & Kim, H. The roles of glutamine in the intestine and its implication in intestinal diseases. https://www.mdpi.com/1422-0067/18/5/1051

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