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Testosterone: 5 alimenti da evitare per mantenere l'equilibrio ormonale

2026-04-08

Il cibo ha un'influenza diretta sugli ormoni. Alcune scelte apparentemente innocue possono alterare l'equilibrio e impattare la produzione di testosterone senza che ce ne rendiamo conto.

Alcuni alimenti potrebbero compromettere l’equilibrio ormonale

Cos'è il testosterone e che ruolo svolge nell'organismo?

Il testosterone è un ormone steroideo essenziale. Negli uomini è coinvolto nello sviluppo della massa muscolare, nella libido, nell'energia, nella densità ossea e nella vitalità generale (1). I suoi livelli diminuiscono naturalmente con l'età, ma anche lo stile di vita può giocare un ruolo importante sui livelli di produzione (dieta, stress, sonno, attività fisica...).

Da sapere: questo articolo è rivolto principalmente agli uomini, per i quali il testosterone svolge un ruolo centrale nell'equilibrio ormonale. Tale ormone è presente anche nelle donne, ma i meccanismi, le problematiche e le leve d'azione sono diverse e possono richiedere un approccio più specifico.

5 tipi di alimenti da evitare per mantenere i livelli di testosterone

Interferendo con i livelli di zucchero nel sangue, favorendo l'infiammazione, l'accumulo di grasso o l'azione degli ormoni, alcuni alimenti possono creare un ambiente meno favorevole alla produzione ottimale di testosterone (2).

Ecco quindi un elenco di 5 categorie di alimenti i cui effetti negativi possono influenzare l'equilibrio ormonale se consumati con eccessiva frequenza.

1. Zuccheri raffinati e cibi ultra-processati

Gli zuccheri semplici tendono a provocare ripetuti picchi di insulina.

A lungo termine, ciò può favorire l'accumulo di grasso, soprattutto nella zona addominale.

E il tessuto adiposo può convertire parte del testosterone in estrogeni, il che contribuisce a rallentare la sua produzione naturale (3).

Allo stesso tempo, i cibi ultra-processati possono contribuire all'infiammazione cronica di basso grado, che non favorisce l'equilibrio ormonale.

Per questo motivo si consiglia di limitare il consumo giornaliero di questo tipo di alimenti.

2. Alcool (in eccesso)

Un consumo eccessivo di alcol tende a mettere a dura prova il fegato, organo che svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo ormonale.

L'alcol è anche oggetto di studio per il suo impatto negativo sull'asse ormonale ipotalamo-ipofisi-gonadi, e potrebbe ridurre la produzione di testosterone nei testicoli, favorendo invece un relativo aumento degli estrogeni (4).

3. Soia ultra-concentrata e suoi isolati

La soia contiene isoflavoni: fitoestrogeni in grado di interagire con i recettori ormonali (5).

In alcuni profili sensibili, un consumo elevato sotto forma di isolati o di prodotti altamente concentrati può contribuire a uno squilibrio ormonale.

Tuttavia, l'impatto della soia sull'organismo dipende soprattutto dalla quantità e dalla forma di consumo adottata.

Se consumata nella sua forma tradizionale, la soia non ha gli stessi effetti di quella utilizzata in forma concentrata o isolata. È quest'ultima che può essere all'origine di alcuni rischi di squilibrio ormonale negli uomini, soprattutto se consumata troppo frequentemente.

4. Grassi trans e oli industriali scadenti

I grassi trans e alcuni oli raffinati possono favorire l'infiammazione cronica. Essi tendono ad alterare la struttura delle membrane cellulari, essenziali per la sintesi degli ormoni steroidei (6).

Nel tempo, questo ambiente infiammatorio può rallentare la produzione di ormoni e compromettere la segnalazione cellulare.

5. Alimenti ricchi di interferenti endocrini

I residui di pesticidi, gli additivi, i metalli pesanti e i composti della plastica possono agire come veri e propri interferenti endocrini.

Queste sostanze possono interferire con i recettori ormonali, aumentare lo stress ossidativo e alimentare l'infiammazione sistemica (7).

Quando ciò accade, l'organismo fatica a mantenere un equilibrio ormonale stabile, il che ha un impatto diretto sui livelli di testosterone nel corpo.

Nota: questi fattori possono influenzare anche l'equilibrio ormonale femminile, sebbene i meccanismi, i problemi e le conseguenze siano diversi a seconda del contesto fisiologico.

Quali scelte alimentari favoriscono al stabilizzazione dell'equilibrio ormonale?

Per raggiungere un equilibrio ormonale stabile, è altrettanto importante conoscere gli alimenti da consumare quotidianamente.

Alcuni nutrienti possono svolgere un ruolo trainante nella produzione di testosterone, in modo più o meno diretto.

Tra questi vi sono:

  • le proteine di qualità, che possono favorire la sintesi ormonale;
  • i grassi buoni, che possono svolgere un ruolo nella produzione di ormoni steroidei;
  • lo zinco, che contribuisce al mantenimento di livelli normali di testosterone nel sangue;
  • il magnesio, che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso;
  • le vitamine del gruppo B, che contribuiscono al normale metabolismo energetico.

In pratica, si consiglia di privilegiare pesce grasso, uova, verdure verdi, semi oleosi, frutta a basso contenuto di zuccheri e cereali non raffinati.

Integratori alimentari e testosterone: cosa si può considerare?

Un calo del testosterone non è sempre patologico. Può anche riflettere una stanchezza generale legata allo stress, alla mancanza di sonno o all'età (8).

In alcuni casi, si può prendere in considerazione un approccio complementare (integrazione). Tuttavia, esso non deve in alcun caso sostituire un consulto medico approfondito.

Tra gli ingredienti studiati per il loro potenziale impatto sulla produzione di testosterone figurano:

  • il Tribulus terrestris, una pianta erbacea spesso inclusa nelle formule degli integratori dedicati alla vitalità maschile.
  • la Muira puama (Ptychopetalum olacoides), soprannominata "legno a bande", un arbusto amazzonico utilizzato per sostenere l'energia e il tono negli uomini.
  • Anche lo zinco merita un'attenzione particolare, soprattutto se associato ad altri principi attivi in una formula sinergica.

-Scopri NaturalTesto Formula, un integratore basato sulla combinazione di questi tre ingredienti naturali, per un approccio nutrizionale più strutturato.

  • Infine, la crisina è un flavonoide naturale oggetto di studi scientifici per il suo potenziale ruolo nella regolazione dell'equilibrio ormonale nell'uomo, in particolare in relazione all'attività dell'aromatasi.

-Scopri Chrysin, un integratore alimentare a base di crisina, da prendere in considerazione in caso di calo del testosterone negli uomini maturi.

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Bibliografia

  1. Nassar GN, Leslie SW. Physiology, Testosterone. 2023 Jan 2. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan–. PMID: 30252384.
  2. Giagulli VA, Castellana M, Murro I, Pelusi C, Guastamacchia E, Triggiani V, De Pergola G. The Role of Diet and Weight Loss in Improving Secondary Hypogonadism in Men with Obesity with or without Type 2 Diabetes Mellitus. Nutrients. 2019 Dec 5;11(12):2975. doi: 10.3390/nu11122975. PMID: 31817436; PMCID: PMC6950423.
  3. Hausman GJ, Barb CR. Adipose tissue and the reproductive axis: biological aspects. Endocr Dev. 2010;19:31-44. doi: 10.1159/000316895. Epub 2010 Jun 15. PMID: 20551666.
  4. Emanuele MA, Emanuele NV. Alcohol's effects on male reproduction. Alcohol Health Res World. 1998;22(3):195-201. PMID: 15706796; PMCID: PMC6761906.
  5. Cano A, García-Pérez MA, Tarín JJ. Isoflavones and cardiovascular disease. Maturitas. 2010 Nov;67(3):219-26. doi: 10.1016/j.maturitas.2010.07.015. Epub 2010 Aug 21. PMID: 20728290.
  6. MInguez-Alarcón L, Chavarro JE, Mendiola J, Roca M, Tanrikut C, Vioque J, Jørgensen N, Torres-Cantero AM. Fatty acid intake in relation to reproductive hormones and testicular volume among young healthy men. Asian J Androl. 2017 Mar-Apr;19(2):184-190. doi: 10.4103/1008-682X.190323. PMID: 27834316; PMCID: PMC5312216.
  7. Gore AC, Chappell VA, Fenton SE, Flaws JA, Nadal A, Prins GS, Toppari J, Zoeller RT. EDC-2: The Endocrine Society's Second Scientific Statement on Endocrine-Disrupting Chemicals. Endocr Rev. 2015 Dec;36(6):E1-E150. doi: 10.1210/er.2015-1010. Epub 2015 Nov 6. PMID: 26544531; PMCID: PMC4702494.
  8. Ohlsson C, Wallaschofski H, Lunetta KL, Stolk L, Perry JR, Koster A, Petersen AK, Eriksson J, Lehtimäki T, Huhtaniemi IT, Hammond GL, Maggio M, Coviello AD; EMAS Study Group; Ferrucci L, Heier M, Hofman A, Holliday KL, Jansson JO, Kähönen M, Karasik D, Karlsson MK, Kiel DP, Liu Y, Ljunggren O, Lorentzon M, Lyytikäinen LP, Meitinger T, Mellström D, Melzer D, Miljkovic I, Nauck M, Nilsson M, Penninx B, Pye SR, Vasan RS, Reincke M, Rivadeneira F, Tajar A, Teumer A, Uitterlinden AG, Ulloor J, Viikari J, Völker U, Völzke H, Wichmann HE, Wu TS, Zhuang WV, Ziv E, Wu FC, Raitakari O, Eriksson A, Bidlingmaier M, Harris TB, Murray A, de Jong FH, Murabito JM, Bhasin S, Vandenput L, Haring R. Genetic determinants of serum testosterone concentrations in men. PLoS Genet. 2011 Oct;7(10):e1002313. doi: 10.1371/journal.pgen.1002313. Epub 2011 Oct 6. PMID: 21998597; PMCID: PMC3188559.

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