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Ippocastano: un alleato naturale della circolazione sanguigna?

Gambe pesanti, vene varicose, emorroidi... E se la soluzione fosse... un albero? Utilizzato da secoli, l'ippocastano contiene principi attivi noti per i loro benefici sulla circolazione sanguigna. Ecco un'analisi più approfondita dei loro meccanismi di azione.

I possibili benefici dell’ippocastano per la circolazione

L'ippocastano e i suoi frutti

L'ippocastano (Aesculus hippocastanum) è un grande albero ornamentale originario dei Balcani, introdotto in Europa nel XVIIᵉ secolo.

Può raggiungere oltre 20 metri di altezza e si riconosce per le ampie foglie palmate e i frutti marroni, comunemente noti come "castagne matte", "castagne cavalline" o "castagne d'India" (da non confondere con i marroni e le castagne comunemente mangiate).

L'ippocastano è utilizzato da secoli in erboristeria perché favorisce la circolazione sanguigna e allevia i disturbi venosi (1).

Sono soprattutto i semi e la corteccia a contenere diversi principi attivi: aescina, flavonoidi ed esculoside.

I benefici di questi principi attivi sono stati confermati da diverse meta-analisi e studi scientifici (2).

Quali sono i benefici dell'ippocastano?

L'ippocastano è noto per i suoi effetti sulla salute vascolare e venosa.

Numerosi studi hanno dimostrato che:

  • gli estratti di ippocastano contribuiscono a mantenere una buona circolazione sanguigna;
  • contribuiscono alla salute delle vene e dei capillari;
  • aiutano a ridurre la sensazione di pesantezza alle gambe;
  • aiutano a mantenere una sana circolazione venosa nelle gambe.

L'ippocastano contiene l'escina, un principio attivo noto per le sue proprietà venotoniche: preserva la permeabilità e il tono della parete venosa, aiuta a prevenire l'edema e facilita il ritorno del sangue al cuore (3).

L'efficacia dell'escina si basa su diversi meccanismi biologici complementari:

  • Stimola la produzione di ATP, coinvolto in vari processi energetici, di cui spesso si sono osservati bassi livelli nelle persone affette da insufficienza venosa cronica (4).
  • Riduce l'attività della fosfolipasi A2, un enzima coinvolto nel rilascio di mediatori infiammatori nei vasi (5).
  • Ha un effetto inibitorio sulla ialuronidasi, un enzima responsabile della degradazione della parete dei capillari (6).

Uno studio ha persino dimostrato che l'azione dell'aescina potrebbe essere paragonabile a quella delle calze compressive, che restano comunque il trattamento di riferimento per alleviare i sintomi dell'insufficienza venosa (7).

L'ippocastano contiene anche flavonoidi, potenti antiossidanti naturali che proteggono i vasi sanguigni dallo stress ossidativo e favoriscono la microcircolazione (8).

L'esculoside, una molecola con effetti simili a quelli della vitamina P2, è coinvolta nella protezione e nella permeabilità dei capillari.

Da sapere: i semi freschi di ippocastano possono essere tossici. Ecco perché gli integratori alimentari sono il modo più sicuro per godere dei benefici di questo frutto.

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Quando e come utilizzare l'ippocastano?

Alleato naturale della salute venosa, l'ippocastano può contribuire ad alleviare alcuni disturbi della circolazione sanguigna.

In caso di insufficienza venosa

L'insufficienza venosa è una condizione comune che può essere aggravata da diversi fattori:

  • Uno stile di vita sedentario: limita l'azione della pompa muscolare del polpaccio, essenziale per pompare il sangue verso il cuore.
  • Una dieta squilibrata, troppo ricca di sale o povera di fibre: favorisce la ritenzione idrica, l'aumento di peso e la stitichezza, tutti fattori che aumentano la pressione sulla rete venosa.
  • Età: con l'avanzare dell'età, i tessuti perdono elasticità e le pareti delle vene si rilassano, rendendo le vene più inclini alla dilatazione.
  • Cambiamenti ormonali (gravidanza, menopausa, assunzione di contraccettivi ormonali): anche questi influenzano il tono delle pareti venose.
  • Esposizione prolungata al calore (sole, sauna, riscaldamento a pavimento): provoca una vasodilatazione che rallenta il ritorno venoso.
  • Camminata prolungata o postura statica: l'assenza di una contrazione muscolare regolare ostacola la circolazione.

Le possibili conseguenze sono: vene dilatate, gambe pesanti e gonfie (edema), dolore, prurito, crampi, crisi emorroidali, estremità fredde, ecc.

Se non trattata, l'insufficienza venosa può portare a gravi complicazioni a lungo termine, come la trombosi venosa profonda (flebite) e, nei casi più gravi, l'embolia polmonare.

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In caso di emorroidi

Le emorroidi sono una rete di piccoli vasi sanguigni situati nella regione anale.

Esistono emorroidi esterne, situate sotto la pelle in corrispondenza dell'orifizio dell'ano, ed emorroidi interne, situate sotto la mucosa all'interno del canale anale.

Quando si dice "Avere le emorroidi" o "Soffrire di emorroidi" ci si riferisce in realtà un'infiammazione e un rigonfiamento di questi vasi, che provoca fastidio, prurito, bruciore e dolore nella zona dell'ano.

Si ritiene che l'escina, un principio attivo estratto dai semi di ippocastano, svolga una serie di azioni benefiche in questo contesto: aumenta il tono delle pareti venose (effetto venotonico), riduce la permeabilità dei capillari (antiedematoso), limita l'infiammazione locale e protegge la struttura del tessuto connettivo circostante.

Uno studio ha riportato un netto miglioramento dei sintomi emorroidali (dolore, gonfiore, fastidio) nell'81% dei partecipanti entro il sesto giorno (9).

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Precauzioni da prendere con l'ippocastano

Se utilizzato nelle dosi consigliate, l'estratto di ippocastano è generalmente ben tollerato.

Tuttavia, in alcune situazioni è necessario prendere delle precauzioni:

  • A causa della mancanza di studi in materia, non è raccomandato alle donne in gravidanza o in allattamento.
  • Non deve essere assunto senza il parere del medico se stai seguendo una terapia anti-coagulante, poiché può rallentare la coagulazione del sangue.
  • Si consiglia cautela anche in caso di disturbi epatici, cardiaci o renali.

In caso di persistenza o peggioramento dei problemi circolatori, è sempre consigliabile consultare un medico il prima possibile.

IL CONSIGLIO DI SUPERSMART

Bibliografia

  1. Pittler MH, Ernst E. Horse chestnut seed extract for chronic venous insufficiency. Cochrane Database Syst Rev. 2012 Nov 14;11(11):CD003230. doi: 10.1002/14651858.CD003230.pub4. PMID: 23152216; PMCID: PMC7144685.
  2. Suter A, Bommer S, Rechner J. Treatment of patients with venous insufficiency with fresh plant horse chestnut seed extract: a review of 5 clinical studies. Adv Ther. 2006 Jan-Feb ; 23 (1) : 179-90.
  3. DUDEK-MAKUCH M., STUSZINSKA-SROKA E. Horse chestnut – efficacy and safety in chronic venous insufficiency : an overview. Revista Brasileira Revista de Farmacognosia 2015, 26 (1) : 9 p
  4. ARNOULD T., JANSSENS D., MICHIELS C. & REMACLE J. (1996) Effect of aescine on hypoxia-induced activation of human endothelial cells. Eur. J. Pharmacol. 315 : 227-33.
  5. Coralie Ganaye. L’aescine : propriétés et utilisations thérapeutiques. Sciences pharmaceutiques. 2015. ffdumas-01299390f
  6. FACINO R.M., CARINI M., STAPHANI R., ALDINI G. & SAIBENE L. (1995) Antielastase and anti-hyaluronidase activities of saponins and sapogenins from Hedera helix, Aesculus hippocastanum, and Ruscus aculeatus: factors contributing to their efficacy in the treatment of venous insufficiency. Arch. Pharmacol. 328 : 720-4.
  7. Diehm C, Trampisch HJ, et al. Comparison of leg compression stocking and oral horse-chestnut seed extract therapy in patients with chronic venous insufficiency.Lancet 1996 Feb 3;347(8997):292-4.
  8. Kapusta I, Janda B, Szajwaj B, Stochmal A, Piacente S, Pizza C, Franceschi F, Franz C, Oleszek W. Flavonoids in horse chestnut (Aesculus hippocastanum) seeds and powdered waste water byproducts. J Agric Food Chem. 2007 Oct 17 ; 55 (21) : 8485-90. doi: 10.1021/jf071709t. Epub 2007 Sep 15. PMID: 17867637.
  9. HIPPOCASTANUM, Hemoroidal Hastalığın Tedavisinde Aesculus. Aesculus Hippocastanum (Aescin, Horse Chestnut) in the Management of Hemorrhoidal Disease. Turk J Colorectal Dis, 2018, vol. 28, p. 54-57.

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